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Newsletter - 2018 - N° 4 | Speciale FIRENZE (N°1)

.: Supplemento alla testata giornalistica Emmegipress :.

Reg. trib. Fi nr. 4592 del 12/6/96

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[Firenze] Fonderia delle Cure

[Firenze] Fonderia delle Cure

Fondata nel 1865 da Giuseppe Berta, all'inizio del Novecento aveva quaranta operai. La Fonderia delle Cure (denominata successivamente Officina di costruzioni in ferro Giovanni di Francesco Berta) è stata una azienda metallurgica italiana, attiva dalla seconda metà dell'Ottocento al secondo dopoguerra; chiuse negli anni sessanta. Prese il nome dall'area di Firenze in cui sorgeva (la zona di piazza delle Cure, vicino al torrente Mugnone) che all'epoca era fuori città e sede di numerose attività industriali, nate sfruttando il corso d'acqua: il setificio Maffei, il Mulino Biondi, le Officine Galileo, la Società Anonima Les Tramways Florentins (i primi tram di Firenze), il colorificio Romer e lo stabilimento tipografico Salani.

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[Firenze] Santa Croce, Polittico Baroncelli

[Firenze] Santa Croce, Polittico Baroncelli

Il Polittico Baroncelli è un dipinto a tempera e oro su tavola (185x323 cm) di Giotto e aiuti di bottega, databile al 1328 circa e conservato nella Cappella Baroncelli della basilica di Santa Croce a Firenze. È firmato "OPUS MAGISTRI JOCTI". Il polittico, che oggi è inserito in una cornice rinascimentale che ne ha alterato l'originaria forma cuspidata (mutilando anche il pannello centrale in alto), è a cinque scomparti. Al centro si vede l'Incoronazione della Vergine e ai lati un'affollata rappresentazione di tutti i santi in glora con angeli musicanti, che evocano il paradiso, in cui la scena principale ha luogo.

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Firenze, Gabinetto dei disegni e delle stampe

Firenze, Gabinetto dei disegni e delle stampe

La collezione del Gabinetto dei disegni e delle stampe degli Uffizi trae le proprie origini dalle raccolte medicee. La storia della collezione comincia a potersi delineare con maggiore precisione nel secolo successivo, quando una rete fittissima di documenti illustra il formarsi di quello che può definirsi il primo, vero, incontestabile nucleo della collezione attuale, riunito da Leopoldo, fratello del granduca Ferdinando II, elevato alla porpora cardinalizia nel 1667, la cui attività collezionistica affiancava nutriti e vivaci interessi letterari e scientifici.

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Firenze, Madonna delle Arpie

Firenze, Madonna delle Arpie

Il 14 maggio 1515 le monache di San Francesco de' Macci a Firenze stipularono il contratto di allogazione con Andrea del Sarto per la pala d'altare della loro piccola chiesa, che avrebbe dovuto rappresentare una Madonna con Bambino incoronata da due angeli con ai lati san Giovanni evangelista e san Bonaventura. Il programma iconografico venne mutato forse per l'interessamento di …

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Firenze, Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

Firenze, Tabernacolo di Santa Maria della Tromba

Il tabernacolo proviene dall'angolo tra via Calimala e piazza del Mercato Vecchio (attuale piazza della Repubblica), smantellata alla fine dell'Ottocento per far spazio ai nuovi palazzi della piazza "risanata". Il suo nome derivava da quello di un vicolo detto "della Tromba", ove risiedevano i "trombetti" del Comune. Era il più grande tabernacolo di Firenze, tanto che quando venne chiuso il vicolo della Tromba, venne ingrandito fino a diventare un vero e proprio oratorio, con la pittura del tabernacolo che ne decorava l'altare. Esso confinava, sul retro, con la chiesa di san Tommaso.

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Palazzo dell'Arte della Lana a Firenze

Palazzo dell'Arte della Lana a Firenze

L'originaria torre della famiglia Compiobbesi è molto antica (XIII secolo). La famiglia dei Compiobbesi era originaria di Compiobbi, dove ebbe numerose proprietà, come l'antico castello di Compiobbi e la chiesa di San Michele a Compiobbi. Essendo una famiglia ghibellina, dopo la battaglia di Benevento vide incendiate o confiscate molte delle sue proprietà.

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Guerra degli Otto Santi in Firenze

Guerra degli Otto Santi in Firenze

Nel 1375 i legati pontifici stavano ri-assoggettando i territori dello Stato della Chiesa in vista di un imminente ritorno del papa a Roma da Avignone. L'Italia non si era ancora ripresa dallo choc della peste nera del 1348 e ancora ne subiva ciclicamente le conseguenze con ondate residue di epidemia, carestia e stagnazione economica dovuta alla mancanza di manodopera.

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[Storia] Firenze, Ciuto Brandini: precursore del sindacalismo operaio

[Storia] Firenze, Ciuto Brandini: precursore del sindacalismo operaio

Le vicende politiche che vedono Ciuto Brandini protagonista sua rivolta si inseriscono nel contesto storico nelle lotte intestine che, a metà Trecento, opponevano il "popolo grasso" al "popolo minuto", con attriti e contrapposizioni che si manifestavano con particolare intensità nel settore laniero, in cui il potere organizzato dell'Arte della Lana era molto efficace nello spingere al ribasso i salari degli operai. La rivolta maturò nello scenario politico apertosi nel 1343, con la cacciata del duca nominale di Atene Gualtieri VI di Brienne, che teneva la città in balìa, posizione a cui era stato avocato dagli stessi governatori della Repubblica comunale.

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I centri della pittura manierista italiana; Firenze

I centri della pittura manierista italiana; Firenze

Dopo il Sacco di Roma del 1527 la maggior parte dei pittori che si trovavano nella capitale pontificia fuggirono. Erano gli artefici dello stile clementino (da papa Clemente VII), un linguaggio raffinatissimo che, allontanandosi progressivamente dalla lezione di Raffaello, è alla ricerca di virtuosismi sempre nuovi in una continua sperimentazione. Il simbolo e la principale caratteristica di questo stile è la figura serpentinata, una figura in movimento che ha due o tre punti di vista diversi, che si contorce nel modo più aggraziato possibile, senza badare alle regole prospettiche e anatomiche.

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Biblioteca del Kunsthistorisches Institut in Florenz

Biblioteca del Kunsthistorisches Institut in Florenz

La biblioteca del Kunsthistorisches Institut in Florenz (KHI Florenz) si trova in via Giuseppe Giusti a Firenze ed è una delle più ricche a livello italiano e internazionale per lo studio della storia dell'arte e dell'architettura italiana. L'accesso alla biblioteca è riservato agli storici dell'arte. Situata in questa sede dal 1964, è di pertinenza del Max-Planck-Institut. Oggi, dopo aggiunte e ampliamenti, occupa due edifici unificati negli spazi interni: il Palazzo Capponi-Incontri, ai numeri 42-44-46, e la Casa Rosselli, ai numeri 38-40. Qui si trovava anticamente il convento domenicano di Santa Maria della Pietà.

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Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

Firenze, Biblioteca Medicea Laurenziana

I locali della Biblioteca furono disegnati per il cardinale Giulio de' Medici, poi papa Clemente VII, che affidò nel 1519 la commissione a Michelangelo. Egli diresse personalmente il cantiere tra il 1524 e il 1534, sia pure con l'interruzione dovuta alla parentesi repubblicana. Alla morte del proprio padre e di Clemente VII, Michelangelo lasciò Firenze, con l'intenzione di non tornarci mai più. La costruzione fu ultimata lentamente negli anni successivi da altri architetti, a partire dal 1548, grazie all'impegno di Cosimo I de' Medici.

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Firenze, Arti e Mestieri del Medioevo: Il declino e la soppressione

Firenze, Arti e Mestieri del Medioevo: Il declino e la soppressione

Il peso politico delle arti risultava già ridimensionato nel Quattrocento durante la signoria medicea; dopo la scoperta delle Americhe le nuove rotte commerciali misero in crisi il sistema corporativo che si avviò verso un lento declino. L'assedio di Carlo V nel 1530 prosciugò letteralmente le casse delle Arti, che per finanziare il costo della guerra, nel disperato tentativo di difendere la libertà della Repubblica, misero in vendita quasi tutti i beni di loro proprietà. Neppure questo tuttavia bastò ad impedire l'inizio del Principato Mediceo; il duca Alessandro I dei Medici nel 1534 decise di riformarne gli statuti, riducendole a semplici associazioni di mestiere, senza più alcuna rilevanza sul piano politico.

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Firenze, Arte dei Corazzai e Spadai

Firenze, Arte dei Corazzai e Spadai

Erano iscritti in questa Corporazione i fabbricanti di oggetti in metallo di uso militare, sia pratico che di rappresentanza: armature, spade, ecc. A Firenze, il generico titolo di "Corazzaio" veniva utilizzato per indicare professionisti dalle svariate abilità: forgiatori, brunitori, costruttori di lamine e piastre metalliche di base, tanto quanto gli artigiani specializzati nella produzione delle diverse parti dell'armatura a piastre: l'elmo, le protezioni per gli arti (v. bracciale e gambale), le giunture articolari (cubitiera e ginocchiello).

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Firenze, Le Arti Minori

Firenze, Le Arti Minori

Le quattordici corporazioni dette Arti Minori, cominciarono a costituirsi separatamente e ciascuna con un proprio statuto solo dopo la metà del Duecento; inizialmente infatti, erano tutte riunite e confederate in un'unica associazione, con una rappresentanza in comune, ma dal 1266 in poi iniziarono ad assumere una propria identità specifica; l'Arte dei Vinattieri nacque proprio in quell'anno, quella dei Calzolai esisteva già nel 1273 e le prime notizie sull'Arte dei Cuoiai risalgono al 1282.

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Firenze, Le Arti nel Trecento

Firenze, Le Arti nel Trecento

Agli inizi del Trecento Firenze intraprese un'intensa politica di espansione verso il contado, ai danni dei signori feudali che vivevano nei territori circostanti. Al suo interno, invece, il clima politico si fece sempre più rovente; infatti, dopo l'entrata in vigore degli Ordinamenti, che avrebbero dovuto consegnare stabilmente il governo nelle mani dell'oligarchia guelfa, i magnati, piuttosto che rassegnarsi alla definitiva esclusione dalle magistrature, si convertirono al guelfismo, portando stavolta il partito guelfo alla spaccatura in un due fazioni rivali, i Bianchi e i Neri.

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Firenze, Le Arti Maggiori

Firenze, Le Arti Maggiori

Le sette corporazioni che presero il nome di Arti Maggiori, si erano costituite tra la seconda metà del XII secolo e la prima metà del XIII secolo, staccandosi progressivamente dalla corporazione "madre" di Calimala; prima nacque l'Arte del Cambio, poi quella dei Giudici e dei Notai e della Lana, finché ciascuna di esse acquistò una propria specifica fisionomia, fissata dalle norme contenute nei loro statuti, che ne regolavano il funzionamento e gli organi di rappresentanza.

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Firenze, Arte dei Medici e Speziali

Firenze, Arte dei Medici e Speziali

Il primo statuto della corporazione giunto fino a noi risale al 1313 in cui sono elencate una serie di disposizioni a cui tutti gli iscritti dovevano attenersi e l'ordinamento interno dell'Arte, retta da 6 consoli, un camerlingo, un notaio, 12 consiglieri, 18 buonomini, 6 statutari e 3 ufficiali. I consoli venivano eletti 2 volte all'anno e si riunivano ogni settimana; anche il camerlingo, cioè il tesoriere, restava in carica per 6 mesi e vista l'importanza delle sue funzioni, doveva versare una cauzione di 300 fiorini d'oro a garanzia del suo operato.

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Firenze, Arte della Seta

Firenze, Arte della Seta

Inizialmente fu conosciuta come Corporazione dei Baldrigai, ossia dei ritagliatori di panni, costituitasi agli inizi del Duecento ed i cui membri si riunivano in una bottega presa in affitto in Via Por Santa Maria; nel 1336, l'Arte decise di acquistare una casa dove stabilire una sede fissa per le riunioni e nel 1377 venne ordinata la costruzione di un nuovo palazzo, eretto su tre piani, ancora esistente in Via di Capaccio, dietro al Palagio di Parte Guelfa.

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Firenze , Confraternita: Compagnia dei Laudesi

Firenze , Confraternita: Compagnia dei Laudesi

La Compagnia, secondo la testimonianza del 1304 del cardinale Niccolò da Prato, sarebbe stata fondata nel 1244-1245 da san Pietro martire in occasione del suo soggiorno fiorentino. Il 10 agosto 1291 si ha un documento che comprova la sua esistenza e la sua dedizione originaria al canto di lodi alla Madonna, da cui il nome di Laudesi, accompagnate da varie pratiche religiose. Si trattava quindi di una confraternita di Devozione, che raccoglieva tutti coloro che erano attratti da una stessa forma di pietà e che consentiva una partecipazione più diretta dei laici alla liturgia.

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Firenze, Chiesa di Orsanmichele

Firenze, Chiesa di Orsanmichele

Sul luogo, in via de' Calzaiuoli a metà strada tra il duomo di Santa Maria del Fiore e Palazzo Vecchio esisteva un monastero femminile con vasti terreni ad orto, nel quale un primitivo oratorio fu sostituito intorno alla metà dell'VIII secolo dalla piccola chiesa dedicata a San Michele Arcangelo, chiamata San Michele in Orto, da cui derivò il nome di "Orsanmichele". La chiesa fu demolita intorno al 1240 per far posto ad una loggia destinata a mercato delle granaglie.

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Firenze, Dal bordello al convento

Firenze, Dal bordello al convento

Le prostitute che si pentivano e volevano redimersi oppure erano diventate troppo vecchie e malandate, andavano a chiedere accoglienza al monastero di Santa Elisabetta o delle Convertite in via Chiara, ora via dei Serragli angolo via del Campuccio, nel popolo di San Felice in Piazza. Nel 1837 le suore si trasferirono in via Malcontenti, ora quel tratto di strada si chiama via San Giuseppe (rione Santa Croce), ma fu adibito ad altri usi. Un altra fondazione accoglieva soprattutto le donne sposate e di "vita dishonesta", Compagnia di Santa Maria Maddalena o delle Malmaritate, in via della Scala.

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Firenze - Torre degli Ubriachi, attraversata dal corridoio Vasariano

Firenze - Torre degli Ubriachi, attraversata dal corridoio Vasariano

La torre degli Ubriachi o degli Obriachi è un'antica torre di Firenze, situata nel quartiere Oltrarno all'inizio di via de' Bardi, a pochissimi passi dal Ponte Vecchio. La torre è oggi attraversata dal Corridoio Vasariano, dopo un lungo arco ribassato che fa passare il corridoio su via de' Bardi. A Differenza dei Mannelli infatti, i proprietari della torre degli Ubriachi …

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Firenze - Chiostro basilica San Miniato al Monte, Storie dei santi eremiti

Firenze - Chiostro basilica San Miniato al Monte, Storie dei santi eremiti

Le Storie dei santi eremiti è un ciclo di affreschi frammentario di Paolo Uccello, databile al 1447–1454 circa e conservato nel chiostro della basilica di San Miniato al Monte a Firenze. La datazione degli affreschi è incerta e, sebbene ci sia chi li assegna a una fase tarda della produzione dell'artista, oggi si tende a collocarli vicini agli affreschi della Cappella dell'Assunta a Prato, di poco successivi. Vasari li vide e ne rilevò la stravaganza del colorito originario.

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[Firenze] Torri dei Barbadori

[Firenze] Torri dei Barbadori

La torre più famosa è quella che si erge davanti alla torre dei Belfredelli. Viene fatta risalire al XII secolo per attribuzione ed è appartenuta ad un'antica famiglia di mercanti fiorentini, committenti, tra l'altro, di una famosa pala di Filippo Lippi, oppure della Cappella Barbadori dentro la chiesa di Santa Felicita. Si presenta oggi come una delle torri medievali meglio conservate della città anche se in realtà il suo aspetto odierno è frutto di notevoli restauri, eseguiti nel primo dopoguerra, quando tutta questa zona venne minata dalla truppe tedesche in ritirata per tagliare gli accessi al Ponte Vecchio, l'unico ponte sull'Arno "graziato" dalla distruzione.

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ToscanaMagazine, nuova grafica e linea editoriale nel 2018

ToscanaMagazine, nuova grafica e linea editoriale nel 2018

Il magazine ideato nel 1996 con un nome differente, nel corso degli anni ha cambiato linea editoriale tre volte; inizialmente era dedicato al turismo, poi si sviluppò nella cronaca, e nel 2018 un nuovo cambio dedicandosi all'arte, cultura, storia e comunque all'attualità. Numerosi utenti hanno chiesto il motivo per il quale si leggono notizie su altri settori, non ovviamente attinenti a quanto è attualmente l'indirizzo primario degli argomenti da trattare.

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