[Inchiesta] Firenze, peggiora la ciclabilità in citta’

bici_in_citta

Linea dura del Comune per chi, in bicicletta, non rispetta il codice della strada (marciapiedi, contromano, semafori, etc), e altrettanta linea dura per chi parcheggia bici dove capita, soprattutto nelle catene del salotto della citta’. E’ questa la posizione -ribadita- dell’assessore alla sicurezza, Federico Gianassi: multe anche fino a 1.272 euro.

Firenze da molti anni ha un problema di scarsa ciclabilita’ della citta’, ancora piu’ scarsa da quando ci sono i lavori per la tramvia. Le zone a rischio sono ad esempio la stazione SMN ove portare figli a scuola (con la loro biciclettina e/o sul sellino posteriore della nostra), facendo gimkane a fantasia (e di fatto muovendoci tra le auto come fossimo una di queste) per superare la Fortezza da Basso.

Ci mettiamo il caschetto, ma non ci mettiamo la benda da chirurgo sulla bocca e i salva gomiti e salva ginocchia perche’ ci da’ fastidio e ci sembrerebbe che ci manchi solo lo scafandro per sentirci un po’ piu’ sicuri, ma ne avremmo sicuramente vantaggio. E quando arriviamo a destinazione (non solo alla scuola), parcheggiamo come se fossimo un’automobile perche’ non ci sono alternative, e puntualmente ritroviamo la bici (solo perche’ non allucchettata ad un palo o ad una catena fissata nel muro o nell’asfalto) a qualche decina o centinaio di metri di distanza dopo un po’ di batticuore al pensiero che abbiamo
aiutato qualche malavitoso a sbarcare il lunario: l’automobilista, si sa, ha sempre ragione e i parcheggi, del resto, sono solo suoi.

Ma siamo tranquilli perche’ sono anni che leggiamo le dichiarazioni del Gianassi di turno. Tempo fa in Comune avevano fatto anche una specie di assessore per la ciclabilita’… sparito. Ma tanto -leggiamo- ci sono i fondi comunitari e ne vedremo delle belle… e poi, vuoi mettere, pur dando fastidio a tutti i passeggeri, possiamo portare la bici anche sul tram, ma non nelle ore di punta. E si sa, noi ciclisti non si lavora, si va solo in bici e la citta’ e’ tutta nostra, basta percorrerla ad altri orari non di punta (e non e’ detto che ci vada bene: bastano due gocce d’acqua, ed e’ la fine…).

Noi l’assessore Gianassi non lo conosciamo se non attraverso qualche sua dichiarazione qui e la’ che solerti giornalisti gli fanno dire… tanto non e’ difficile: dice sempre le stesse cose, uguali a quelle dei suoi predecessori. Magari e’ anche un tipo simpatico, ma non possiamo dire nulla di lui se non quello che leggiamo, non certo per quello che vediamo e leggiamo sulla nostra pelle tutti i giorni. Pelle -la nostra- tutt’altro che delicata, perche’ forgiata da anni ed anni di pedalate nella sfida tra noi stessi e la citta’, sfida a cui -a parte qualche caduta sempre per colpa di altri o delle buche- siamo riusciti a sopravvivere.

Ma -sinceramente- non voglio che i miei figli facciano la mia stessa esperienza, troppo rischiosa, considerato anche che la situazione in questi ultimi anni e’ peggiorata (anche se abbiamo una pista ciclabile in piu’ li’ dove ci si passa solo quando si va a fare una scampagnata).

Vincenzo Donvito, presidente Aduc

Shortlink:

CONDIVIDI NEI SOCIAL NET

Bookmark and Share
Posted by on 4 ottobre 2016. Filed under ARCHIVIO, ATTUALITA', INCHIESTE. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

You must be logged in to post a comment Login