Abbazia delle Tre Fontane

L’Abbazia delle Tre Fontane è l’unico complesso religioso tenuto a Roma dai trappisti che abbia il titolo di abbazia. Come tutti gli analoghi complessi dell’epoca, l’abbazia delle Tre Fontane presenta caratteri di monastero fortificato: lo si vede bene nel portale d’ingresso, che fa pensare a quello dei Santi Quattro Coronati. Il portale è detto Arco di Carlo Magno perché gli affreschi al suo interno ricordavano la presunta donazione dei possedimenti di Maremma da cui nasceva la ricchezza dell’istituzione: secondo la leggenda, papa Leone III fece portare la reliquia di sant’Anastasio in soccorso di Carlo Magno impegnato a togliere Ansedonia ai Longobardi; le mura crollarono per un terremoto, Carlo Magno vinse la sua guerra, e il monastero fu dotato di ampi possedimenti in Maremma.
Le costruzioni dell’abbazia e il chiostro sono posti sulla sinistra della chiesa. Siccome i monaci vivono in clausura, l’interno è raramente visitabile. La chiesa abbaziale è rimasta praticamente intatta nelle forme in cui fu costruita nel XII secolo.
Il primo dedicatario fu e rimase Sant’Anastasio, militare persiano dell’esercito di Cosroe vissuto nel VII secolo, che aveva subito il martirio nel 624, la cui testa fu la prima importante reliquia pervenuta nel sito, pochi anni dopo il martirio (scomparsa alla fine del XIV secolo e ritrovata a Santa Maria in Trastevere). Lo si ricorda il 22 gennaio, giorno della morte.
Nel 1370 l’abbazia fu arricchita da altre reliquie di san Vincenzo di Saragozza, al quale venne anche dedicata la chiesa.
La mano cistercense – la cui opera sommerse completamente i resti della primitiva costruzione – è riconoscibile nello stile solido, severo e spoglio della chiesa e degli altri edifici conventuali, e nel fatto che tutto sia costruito, all’uso lombardo, in laterizio, quasi senza ricorrere a materiali di spoglio, al contrario dell’uso romano del tempo. Cistercensi e lombarde furono probabilmente, magari provenienti dalla quasi contemporanea abbazia di Chiaravalle, le maestranze che edificarono, introducendo nell’uso edilizio romano le volte a sesto acuto fin allora quasi sconosciute in città.
Sui massicci pilastri laterali, collegati da volte a tutto sesto, poggiava in origine una volta a sesto acuto, rimasta oggi soltanto sulle cappelle laterali, mentre quella della chiesa, rovinata nel tempo, è stata sostitita da capriate di legno a vista.
Le uniche decorazioni consistono in grandi figure degli apostoli rappresentate sui pilastri della navata.

Fonte: Wikipedia

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