Agenzia Europea per Rifugiati: no a respingimenti in Libia

libiaPer l’Agenzia Europea per i Rifugiati, la Libia non può essere considerata un Paese sicuro per lo sbarco di persone intercettate dagli stati membri in alto mare. La stessa Agenzia, ha anche esortato i 27 a non respingere in Libia i clandestini provenienti dall’Africa, avvertendo che gli immigrati rischiano lunghi periodi di detenzione in un Paese che spesso viola i diritti umani. L’avvertimento del Consiglio Europeo per i Rifugiati e gli Esuli (Ecre) arriva alla vigilia di colloqui tra i ministri dell’Interno dell’Ue a Lussemburgo su come arginare il flusso delle persone che attraversano il Mediterraneo all’avvicinarsi dell’estate. Inoltre, secondo Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, l’unica Ong internazionale che lavora in Libia, la nuova politica italiana dei respingimenti ”potrebbe minare alle fondamenta la struttura internazionale per i profughi”. Hein ha spiegato che 13.600 persone sono morte attraversando il Mediterraneo tra il 1998 e l’aprile di quest’anno, con 1.300 di quelli che hanno lasciato l’Africa lo scorso anno che non sono mai arrivati in Europa. ”E queste sono solo le persone note”, ha detto ai giornalisti a Bruxelles. Hein ha denunciato le condizioni di detenzione in Libia, affermando che si ritiene che esistano tra i 24 e i 50 centri, alcuni dei quali in pessime condizioni, ma che solo una manciata di essi e’ stata controllata.

Di Giampaolo Poniciappi

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