Amianto nelle scuole: una storia fiorentina

Amianto nelle scuole: una storia fiorentina

A distanza di moltissimi anni dalla costruzione degli ultimi manufatti, la guerra contro l’amianto nelle scuole è tutt’altro che conclusa. In Toscana la provincia più colpita è sicuramente quella di Firenze. Secondo recenti statistiche, ci sarebbero 106 edifici a rischio, su circa 500, di cui 11 nel comune capoluogo. Recentemente è stata abbattuta la scuola media Dino Compagni, quartiere 2 con ingresso in via Giuseppe Sirtori. L’amianto era presente in quantità importanti in tutto l’edificio e la demolizione ha richiesto cura e attenzione. La scuola sarà ricostruita anche se i lavori tardano a cominciare. La riapertura è prevista per il settembre 2018.

Le altre due strutture a serio rischio sono la media Don Milani, nella zona di via Aretina, e, soprattutto, il biennio dell’ITI Leonardo Da Vinci. Per quest’ultimo la situazione è drammatica ma anche paradossale.

Nel 1994 il Comune di Firenze espresse la volontà di abbatterlo e ricostruirlo. Nel 1997 la Asl ne certificò la pericolosità, dovuta all’amianto presente sia nelle pareti esterne che in quelle interne, e, visti i costi eccessivi della bonifica, sancì che la soluzione migliore era demolirla. Da allora sono successe molte cose. Ultima, in ordine di tempo, nell’agosto 2016, la richiesta di ulteriori indagini da parte della magistratura da estendere a tutto l’istituto e non solo al biennio.

Secondo l’Ona, osservatorio nazionale amianto, poi, ci sarebbero anche morti per tumore fra i docenti della scuola da addebitare alla presenza dell’amianto. Vero che fra i professori l’unico caso di mesotelioma pleurico, il tumore che sicuramente è provocato dall’inalazione delle malefiche fibre, risale al 1963. Ma è anche vero che è ormai accertato che l’amianto è responsabile di molte altre neoplasie, dell’apparato respiratorio, ma non solo.

L’amianto, in Italia, è fuorilegge dal 1992. Fino al 1986 si sono continuati a costruire manufatti, nonostante si conoscessero già i rischi. Si stima che nel nostro paese esistano circa 44.000 siti di amianto, dei quali solo il 5% bonificati. Esiste un Piano nazionale amianto che però tarda a partire e sono le regioni a doversi far carico in gran parte degli interventi. Anche i comuni fanno la loro parte. A Firenze alcune situazioni sono state sanate. Resta però difficile capire perché rimanga ancora in piedi una struttura fatiscente e avvelenata come il biennio del Leonardo Da Vinci. Tante parole sono state spese. Adesso sarebbe davvero l’ora di passare ai fatti.

Duccio Magnelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.