Antonio Cocchi, uno dei primi frammassoni di Firenze

Antonio Cocchi, uno dei primi frammassoni di Firenze

Medico e naturalista, filosofo, antiquario e scrittore, in una sua opera pubblicata nel 1928 dal titolo: “Antonio Cocchi, un erudito del Settecento”, in lingua inglese, fornisce alcune note sulla loggia massonica fiorentina, come ad esempio: 4 agosto 1732: – “ed alla sera io fui ammesso tra i Frammassoni e colà mi trattenni per la cena”. Il 30 settembre 1732 scrive: “A tutti i Fratelli dell’Onorabilissima società dei frammassoni, saluti. Per mezzo di questi segni e dei simboli vi è richiesta la presenza a Villa di Settignano per le ore dodici, oppure alle ore tredici a Maniano da dove in processione regolare, forniti di guanti, grembiuli e di tutto il resto vorrete marciare fino a Fiesole dove, dopo aver esaminato secondo le strette regole massoniche gli edifici, i colonnati e le altre nobili vestigia della nostra Arte edificati nell’antichità dai nostri Fratelli, gli antichi romani, voi farete ritorno a Maniano per il rinfresco. Poscia procederete regolarmente alla Villa di Settignano ove si ordina sia tenuta la loggia. P.S. A tutto coloro i quali saranno giudicati dalla compagnia inabili al cammino sarà procurato un asino“.

La fondazione della massoneria fiorentina non aveva soltanto “Fratelli” inglesi, di cui il Cocchi ne fece parte ben presto, ma anche di ‘Frammassoni’ i quali potevano organizzare processioni, manifestazioni, vestiti con i simboli e abiti massonici, agendo indisturbati.

Fonti varie

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