Araldica: Aquila Bicipite

L’aquila bicipite o bicefala divenne simbolo dell’intero territorio dell’Impero Romano d’Occidente e d’Oriente (un territorio comune con due capitali) quando Costantino trasferì la sede imperiale a Costantinopoli. In seguito d’oro in campo rosso divenne prerogativa dell’Impero Bizantino. Nera in campo d’oro del Sacro Romano Imperatore (il primo ad adottarla in questa forma pare esser stato Ludovico il Bavaro nel 1345 e l’imperatore Sigismondo la riprese al momento della sua ascesa al trono imperiale nel 1410; anche gli Asburgo lo adottarono allorché la carica imperiale divenne per loro ereditaria in luogo del loro precedente stemma: un leone rosso in campo d’oro). Dal legame con l’Impero d’Oriente fu adottata da numerosi altri regnanti: Stevan Nemanja (1168-1196) rese la Serbia indipendente da Bisanzio e mise l’aquila bicipite sul suo scudo, d’argento anziché d’oro. Lo zar Ivan III (1462-1505) sposò Zoe (Sofia) la nipote dell’ultimo imperatore di Bisanzio, per questo si considerò erede dell’Impero d’Oriente e prese l’aquila bicipite come emblema. Anche la Chiesa Ortodossa usa questo simbolo. (1)

L’utilizzo dell’aquila bicipite da parte dell’Impero Russo avvenne storicamente negli avvenimenti che seguirono la caduta di Costantinopoli, quando il primo Imperatore russo, Ivan III (1462-1505), sposò Zoe (che prese il nome di Sofia, dopo essere stata battezzata con il rito Ortodosso, in onore della nonna del marito) Paleologa, nipote di Costantino XI, ultimo imperatore di Bisanzio. Il matrimonio con l’imperatrice Sofia consenti ad Ivan III di far propri alcuni simboli dell’Impero Bizantino: innanzitutto lo stemma con l’aquila bicipite, che divenne l’insegna dell’Impero Moscovita, ed, inoltre, il titolo di erede dell’impero bizantino. Per l’Impero Russo l’aquila bicipite simboleggiava, all’inizio, il potere temporale e quello spirituale riuniti nelle disponibilita di un’unica persona, il monarca Russo. Successivamente le due teste dell’aquila russa simboleggiarono le due parti del continente (l’Europa e l’Asia) sulle quali si trovava la Russia, e la loro importanza uguale per il Paese. Lo scettro (all’inizio fu la clava, un’arma d’urto) e il simbolo della difesa della sovranita. La potenza (in forma di sfera) e il simbolo dell’unita, dell’integrita dello Stato. Sulle teste dell’aquila russa vi sono tre corone (la terza apparve sullo stemma nel 1625), che all’inizio simboleggiavano tre grandi principati conquistati dalla Russia –quelli di Kazan, di Astrakhan e di Siberia. Successivamente le tre corone furono interpretate come il simbolo della Santissima Trinita, e ancora piu tardi come il simbolo dell’unita dei popoli russo, ucraino e bielorusso. Lo Scudo con l’immagine del Cavaliere sul petto dell’aquila e l’antico stemma di Mosca, di cui Ivan III era il Granduca, e, a partire dal 1730, il Cavaliere e chiamato “San Giorgio Vincitore che colpisce il drago”, cioe il simbolo della lotta del bene contro il male. Nel contempo questo simbolo, posto nel centro dello stemma, indica che Mosca e il cuore della Russia. La raffigurazione di San Giorgio che uccide il drago non ha alcuna attinenza con la Sacra Milizia Costantiniana; infatti, il primo Ordine Equestre, fra quelli storici di tutte le Russie, fu quello di Sant’Anrea, istituito nel 1698 da Pietro il Grande. Tuttavia, Pietro il Grande non ebbe tempo di creare dei Cavalieri, perché mori poco dopo la fondazione dell’Ordine, pertanto fu l’Imperatrice Caterina I che, nel 1725, nomino il primo Cavaliere. (2)

Fonti:
(1) Araldica
(2) Cavalieri di Malta 

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