[Arezzo] Ospedale di Sant’Antonio di Vienne, al di là del torrente Dogana

L’ospedale fu fondato tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo dai canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne; questi facevano parte di un ordine che, in origine era formato da infermieri e frati laici, i quali avevano come superiori religiosi i Benedettini dell’abazia di Montmajeur presso Arles (Francia). I membri di questo ordine, chiamati anche cavalieri del fuoco sacro, si dedicavano alle cure degli ammalati di ergotismo (1) che cercavano grazia e conforto presso i santuari di Sant’Antonio abate. Venivano anche chiamati i cavalieri del tau, per la loro divisa che era formata da una veste e da un manto neri, con una croce di sole tre braccia di colore azzurro, cucita sopra il cuore.

La storia racconta che all’inizio del millennio, un nobile francese, Jocelin de Chateau Neuf, di ritorno da un pellegrinaggio in Terra santa, portò nel Delfinato le spoglie di Antonio abate, avute in dono, pare, dall’imperatore di Costantinopoli.

Le reliquie vennero lasciate a La Motte St. Didier (attuale Saint-Antoine-l’Abbaye), vicino a Vienne, dove già esisteva un priorato benedettino. Qui nel 1095 sorse una comunità laicale con fini ospedalieri, a seguito del voto fatto dal nobile Gastone, che aveva avuto un figlio guarito dall’ergotismo, per grazia ricevuta al santuario di Saint Antoine Abbaye. Egli, assieme al figlio e ad altri cinque nobili del Delfinato, formarono il primo nucleo di questo ordine.

La confraternita laica di Gastone venne approvata da papa Urbano II nel 1095 e confermata da papa Onorio III con bolla papale nel 1218. Nel 1297 papa Bonifacio VIII, con la bolla Ad apostolicae dignitatis, eresse in Ordine di canonici regolari l’antica compagine ospedaliera sotto la regola di S. Agostino, nasce così l’Ordine ospedaliero dei canonici regolari di S. Agostino di S. Antonio abate di Vienne, detto comunemente degli Antoniani Viennois o di Vienne o, nel regno di Napoli, di Vienna.

I canonici regolari di Sant’Antonio di Vienne, nel 1774 erano uniti all’ordine di Malta.

Il 17 dicembre 1776 papa Pio VI con la bolla Rerum humanarum conditio sancì definitivamente l’abolizione dell’ordine antoniano i cui beni passarono in gran parte all’Ordine di Malta e, nel Regno di Napoli, all’Ordine Costantiniano.

Fonte

 

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NOTE VARIE
(1) L’intossicazione da ergot, detta «ergotismo», era conosciuta nel medioevo con il nome di «fuoco di Sant’Antonio», «fuoco sacro» o «male degli ardenti», molto diffuso tra i poveri a causa della cattiva alimentazione, provocato soprattutto dall’ingestione di segale cornuta (veniva così chiamata la segale contaminata da un fungo che sviluppava un alcaloide che provocava l’intossicazione). Gli antoniani usavano soprattutto il grasso di maiale come emolliente per le piaghe provocate dal fuoco di Sant’Antonio.

.: Nel 1818 la segale cornuta fu introdotta nella pratica ostetrica. Gli studiosi hanno catalogato i cinquanta alcaloidi ivi presenti in tre gruppi fondamentali: il primo è quello dell’ergotamina, utilizzabile per la cura dell’emicrania; il secondo è quello ergotossina; il terzo è invece quello dell’ergometrina, che stimola la muscolatura uterina ed è indicata per regolare le contrazioni post-partum e nelle endometriti.

.: Il “Tau” era il simbolo degli antoniani, probabilmente venne scelto perché, oltre a ricordare la croce, rappresentava la stampella usata dagli ammalati e alludeva alla parola “thauma”, che in greco antico significa “prodigio”. Secondo altre fonti, essendo la lettera tau l’ultima dell’alfabeto ebraico, essa indicava le cose ultime a cui il grande santo taumaturgo Antonio sempre pensava.

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