Il peso politico delle arti risultava già ridimensionato nel Quattrocento durante la signoria medicea; dopo la scoperta delle Americhe le nuove rotte commerciali misero in crisi il sistema corporativo che si avviò verso un lento declino. L’assedio di Carlo V nel 1530 prosciugò letteralmente le casse delle Arti, che perContinua a leggere ->

Erano iscritti in questa Corporazione i fabbricanti di oggetti in metallo di uso militare, sia pratico che di rappresentanza: armature, spade, ecc. A Firenze, il generico titolo di “Corazzaio” veniva utilizzato per indicare professionisti dalle svariate abilità: forgiatori, brunitori, costruttori di lamine e piastre metalliche di base, tanto quanto gliContinua a leggere ->

Le quattordici corporazioni dette Arti Minori, cominciarono a costituirsi separatamente e ciascuna con un proprio statuto solo dopo la metà del Duecento; inizialmente infatti, erano tutte riunite e confederate in un’unica associazione, con una rappresentanza in comune, ma dal 1266 in poi iniziarono ad assumere una propria identità specifica; l’ArteContinua a leggere ->

Agli inizi del Trecento Firenze intraprese un’intensa politica di espansione verso il contado, ai danni dei signori feudali che vivevano nei territori circostanti. Al suo interno, invece, il clima politico si fece sempre più rovente; infatti, dopo l’entrata in vigore degli Ordinamenti, che avrebbero dovuto consegnare stabilmente il governo nelleContinua a leggere ->

Le Arti furono contrapposte per tutto il XIII secolo alle antiche consorterie di origine aristocratico-feudale, inurbatesi già a partire dall’XI secolo e che controllavano e gestivano saldamente il funzionamento delle istituzioni politiche cittadine; troviamo così eletti alle più alte magistrature fiorentine gli esponenti delle famiglie degli Uberti, Guidi, Alberti oContinua a leggere ->

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