Cardinale

Vetements_cardinal_GamarelliIl cardinale nella Chiesa cattolica è un prelato, scelto direttamente dal vescovo di Roma (ossia dal papa) per essere suo diretto collaboratore nella sua funzione di pastore della Chiesa cattolica.[1] Attualmente la collaborazione dei cardinali con il papa si esercita nel ricoprire importanti incarichi nella Curia romana (presidenza di organi o dicasteri) oppure nel ruolo di vescovi di diocesi particolarmente importanti in tutto il mondo, considerate cardinalizie per importanza o tradizione ecclesiale. Il titolo formale e completo è cardinale di Santa Romana Chiesa.[2]
Ai cardinali, dopo la morte o la rinuncia del pontefice, compete inoltre l’elezione del nuovo vescovo di Roma in un’assemblea detta conclave. Di norma il papa viene scelto tra gli stessi cardinali ma può essere selezionato anche all’esterno del collegio cardinalizio, sebbene ciò sia avvenuto molto di rado.
Il cardinalato è una dignità, non è un sacramento, anche se dal 1962 tutti i cardinali devono essere per regola ordinati vescovi; di fatto, però, sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI hanno nominato cardinali alcuni sacerdoti ultraottantenni (e quindi non votanti in conclave) pur senza elevarli alla dignità episcopale.
L’abito corale dei cardinali è simile a quello dei vescovi, ma è di color rosso porpora (da cui il nome di “porporati”), anziché rosso-violaceo (tecnicamente “paonazzo”), a simboleggiare la disponibilità anche al martirio; il galero, rosso anziché verde, fa parte dello stemma, come per i vescovi.
I cardinali nel loro insieme formano il collegio cardinalizio, e la loro riunione sotto la presidenza del papa è detta concistoro. I cardinali residenti nella Città del Vaticano o a Roma ottengono la cittadinanza dello Stato della Città del Vaticano.

FONTE

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