La Tavola Doria, celebre dipinto a olio su tavola che misura 86X110 centimetri raffigurante la Lotta per lo stendardo, ovvero la scena centrale della Battaglia di Anghiari, il 29 giugno del 1440, ove l’esercito visconteo si scontrò con la coalizione formata dalle truppe fiorentine, pontificie e veneziane.

L’opera, proveniente dalla collezione Doria D’Angri di Napoli, passò nel 1940 nelle mani del nobile genovese Giovanni Nicolo’ De Ferrari. Da allora se ne persero le tracce fino a quando nel 2009 il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale la rinvenne in un caveau al Porto Franco di Ginevra. Trenta anni di indagini e due di una caccia serrata.

Nel 1992 venne acquistata dal Tokyo Fuji Art Museum. Nel 2012 è stata restituita all’Italia che ha concesso all’istituzione giapponese per 25 anni (fino al 2037), di poterla avere in prestito, con l’alternanza di 2 anni in Italia e di 4 in Giappone.

Il dipinto è rientrato in Italia a seguito di un accordo di cooperazione internazionale tra il Tokyo Fuji Art Museum e il Mibac.

La Tavola Doria, la cui paternità in passato è stata a lungo contesa fra Leonardo e un pittore fiorentino della prima metà del Cinquecento, viene esposta al Castello di Poppi con l’attribuzione a Francesco Morandini, detto il Poppi, avanzata dal Professor Louis A. Waldman del Dipartimento di Arte e Storia dell’Università di Austin (Texas).

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