Cavaliere di Malta, Antiche Cerimonie di Ricevimento

L’antica cerimonia di ricevimento consisteva in un rituale ben preciso e, comunque, svolto in ambito religioso e spirituale.

Al novizio veniva spiegato che egli stava per lasciare il vecchio uomo e che stava per rigenerarsi avendo ricevuto l’assoluzione, quindi si presentava in abito secolare, senza cintura, al fine di apparire perfettamente libero di entrare in un così Sacro dovere, e con un cero acceso nella mano, a rappresentare la carità. Allora egli riceveva la santa comunione, per presentarsi poi in modo

rispettoso davanti alla persona che avrebbe dovuto compiere la cerimonia, richiedendo d’esser ricevuto nella compagnia dei fratelli e nell’ordine santo dell’Ospedale di Gerusalemme.

Le regole dell’ordine, le obbligazioni che stava per assumere, e i doveri che a lui sarebbero stati richiesti venivano quindi spiegati.

Gli si presentava un Messale aperto sul quale egli dovesse posare entrambe le mani, e proferire il suo giuramento nei seguenti termini:

Io faccio voto e promessa di fronte a Dio, all’eterna Vergine Maria madre di Dio, e a San Giovanni Battista, di rendere d’ora innanzi, a Dio piacendo, obbedienza perfetta al superiore impostomi dalla scelta dell’ordine, vivere senza beni terreni, e conservar la castità“.

Avendo poi tolto le proprie mani dal libro sacro, il fratello che per primo lo ricevette continuava:

lo riconosciamo come servitore del povero e dell’infermo, essendosi consacrato al servizio della Chiesa“.

A ciò egli rispondeva:

mi riconosco come tale“.

Egli baciava poi il Messale e lo restituiva al fratello che l’aveva ricevuto, come segno di obbedienza perfetta.

Il novizio veniva infine rivestito col mantello dell’ordine, in modo tale che la croce venisse a trovarsi sulla parte sinistra del petto. Nel consegnargli la croce ad otto punte dell’Ordine, gli rammenta che esse simbolicamente ci ricordano le otto beatitudini indicate dalla Sacra Scrittura.

Seguivano quindi un certo numero di cerimonie minori, mentre il tutto si concludeva con una serie di preghiere appropriate e solenni.

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Posted by on 21 marzo 2012. Filed under ARCHIVIO, CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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