Città del Vaticano, Corpo della Gendarmeria dello Stato

Il Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, noto anche come Gendarmeria vaticana, fino al 2002 chiamato Corpo di Vigilanza dello Stato della Città del Vaticano, è un corpo di polizia, dipendente dalla Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile, preposto a garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico, nonché a svolgere le funzioni di intelligence, polizia di frontiera, di polizia giudiziaria e di polizia della circolazione stradale nel territorio dello Stato della Città del Vaticano e nelle sue pertinenze extraterritoriali.

Diretta discendente del corpo militare della Gendarmeria pontificia, disciolto il 20 gennaio 1970 dal pontefice Paolo VI, nel corso della sua storia ha cambiato svariate volte denominazione. Con lo scioglimento dei Corpi armati pontifici, si rese tuttavia necessario istituire un corpo di polizia in grado di raccogliere, anche se in parte, le funzioni della disciolta Gendarmeria pontificia. A tale scopo venne quindi istituita una struttura denominata Ufficio centrale di vigilanza, in cui confluirono gli ex gendarmi. Il 25 marzo 1991 si ebbe un nuovo cambio di denominazione in Corpo di vigilanza dello Stato della Città del Vaticano per poi assumere, con legge promulgata in data 2 gennaio 2002 dal papa Giovanni Paolo II, l’attuale denominazione di Corpo della gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Il 7 ottobre 2008 il Corpo è entrato a far parte dell’Interpol[2]. La struttura è costituita gerarchicamente e attualmente consta di 130 uomini, dislocati sul territorio dello Stato e nelle numerose zone extraterritoriali. L’attuale ispettore generale è Domenico Giani, ex ufficiale della Guardia di Finanza, che nel 2006 ha sostituito Camillo Cibin . La Gendarmeria vaticana utilizza varie autovetture per il trasporto del personale e per i servizi di scorta, ma nessuna di esse è dotata di una livrea o di alcun simbolo identificativo (si tratta dunque di una sorta di auto blu).
Il 15 settembre 2010, in occasione della donazione da parte della Ducati di due Multistrada 1200 per il servizio di scorta al papa, è stata creata per le due moto una livrea specifica giallo-bianca, che riprende i colori della bandiera vaticana[3][4].
Nel 2011 sono state introdotte in servizio alcune Smart Fortwo elettriche, dotate di una livrea bianca e oro[5]; sono inoltre in servizio una Fiat Bravo in livrea blu per il controllo del territorio, un Iveco Daily per l’unità antisabotaggio e un Fiat Ducato adibito a centrale operativa mobile[6].
Il 7 settembre 2012 il presidente della Renault Carlos Ghosn ha donato al Papa due nuove Renault Kangoo Maxi Z.E., a trazione elettrica e allestite in collaborazione con il carrozziere Gruau: una di esse, con livrea blu, è stata assegnata alla gendarmeria vaticana, mentre l’altra è stata allestita come papamobile per essere usata a Castel Gandolfo[7][8].
La Gendarmeria vaticana dispone inoltre di alcune vetture Volkswagen Phaeton e di un suv Bmv X5 utilizzate per i servizi di scorta al Santo Padre.

Fonte: Wikipedia

Foto Smart elettrica
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