Come la città di Firenze crebbe lo cerchio, prima di fossi e steccati, poi di mura

Giovanni Villani racconta nella “Nuova Cronica” di una cerchia iniziata nel 1078 e che il Repetti considera il secondo cerchio: ‘Come la città di Firenze crebbe lo cerchio, prima di fossi e steccati, poi di mura’. “Negli anni di Cristo MLXXVIII […] cominciarono i Fiorentini le nuove mura, cominciando dalla parte del levante alla porta di San Piero Maggiore, la quale fu alquanto dietro alla detta chiesa, mettendo il borgo di San Piero Maggiore e la chiesa detta dentro alle nuove mura.

E poi ristrignendosi dalla parte di tramontana, poco di lungi al detto borgo fece gomito ad una postierla […] poi seguendo insino alla porta di borgo San Lorenzo, mettendo la detta chiesa dentro alle mura; e poi appresso ebbe due postierle, […]; conseguendo poi insino alla porta di San Paolo, e appresso seguendo insino alla porta alla Carraia, a la quale fece fine il muro in su l’Arno, ove poi si cominciò e fece uno ponte che·si chiama il ponte alla Carraia per lo nome di quella porta; e poi seguendo le mura non però troppe alte in su la riva d’Arno, mettendo dentro ciò ch’era di fuori alle mura vecchie, ciò era il borgo di San Brancazio, e quello di Parione, e quello di Santo Appostolo, e quello di porte Sante Marie insino al ponte Vecchio; e poi appresso in su la riva d’Arno insino al castello Altafronte”.(ndr: Castello Altafronte oggi sede del Museo Galilei, al tempo il Castello era inserito nella cinta muraria della città).

Oltrarno si avea tre borghi, i quali tutti e tre cominciavano al ponte Vecchio di là da Arno: l’uno si chiamava e chiama ancora borgo Pidiglioso, perch’era abitato di vile gente, e era in capo del detto borgo una porta che·si chiamava la porta a Roma, ove sono oggi le case de’ Bardi presso a Santa Lucia de’ Magnoli e passato il ponte Vecchio, e per quella via s’andava a Roma per lo cammino da Fegghine e d’Arezzo; altre mura non avea al detto borgo se non il dosso delle case di costa al poggio.

L’altro borgo era quello di Santa Felicita, detto il borgo di Piazza, che avea una porta ove è oggi la piazza di San Filice, onde va il cammino a Siena; e un altro borgo che·si chiamava di San·Iacopo, che avea una porta ove sono oggi le case de’ Frescobaldi, che andava il cammino a Pisa. A’ detti tre borghi del sesto d’Oltrarno non avea altre mura se non le porte dette e’ dossi delle case di dietro che chiudeano le borgora con giardini e ortora di dietro. Ma da poi che·lo imperadore Arrigo terzo venne ad oste a·Firenze, i Fiorentini feciono murare Oltrarno, cominciando a la detta porta a Roma montando adietro al borgo a la costa di sotto a San Giorgio, e poi riuscieno dietro a Santa Felicita, rinchiudendo il borgo di Piazza e quello di San·Iacopo, e quasi come andavano i detti borghi; ma poi si feciono le mura d’Oltrarno al poggio più alte, come sono ora”.

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