Concilio di Gerusalemme

Il Concilio di Gerusalemme fu una importante riunione della comunità cristiana del periodo apostolico, ed ebbe luogo intorno al 50 d.C.
Tra la Chiesa di Gerusalemme e Paolo di Tarso si giunge all’accordo ufficiale sulla ripartizione delle missioni: i gerosolimitani (i seguaci di Giacomo il Minore “fratello del Signore”) e Pietro verso i giudei circoncisi, e Paolo verso i pagani.Il Concilio viene presieduto da Pietro.
Si tiene una disputa tra chi vorrebbe imporre la legge mosaica ai pagani convertiti e chi considera questa un “giogo” insopportabile. Pietro richiama tutto il collegio a rispettare la volontà di Dio, chiaramente manifestatasi in occasione della sua visita a Cornelio, dove lo Spirito Santo era disceso anche sui pagani non facendo “alcuna distinzione di persone”. Dopo Pietro intervennero Paolo e Barnaba, i più attivi evangelizzatori dei gentili, i quali raccontarono i segni e la fede che riscontrarono tra i pagani convertiti. Infine prese la parola anche Giacomo il Minore, capo della Chiesa di Gerusalemme (probabilmente, in un primo tempo, il leader di quanti volevano imporre la legge mosaica, come pare anche nella lettera di San Paolo ai Galati che richiamandosi a Pietro aggiunse la proposta di una soluzione di compromesso che prevedeva la prescrizione ai pagani convertiti di pochi divieti tra cui l’astensione dal nutrirsi di cibi immondi e dalla fornicazione.

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