Contributo previdenziale integrativo dei professionisti iscritti in albi ed elenchi

La proposta di legge A.C. 1524-B (Lo Presti ed altri), approvata in prima lettura dalla Camera l’11 maggio 2010 e in seconda lettura dal Senato il 5 aprile 2011, reca disposizioni concernenti i soggetti che svolgono attività autonoma di libera professione, senza vincolo di subordinazione, iscritti alle Casse professionali privatizzate.
La proposta, in particolare, modifica l’articolo 8, comma 3, del D.Lgs. n.103/1996, al fine di prevedere che il contributo integrativo a carico degli iscritti alle Casse professionali (attualmente fissato da tale disposizione al 2 per cento del fatturato lordo), sia autonomamente stabilito con apposite delibere di ciascuna Cassa, approvate dai Ministeri vigilanti.
La misura del contributo integrativo deve essere compresa tra il 2 il 5 per cento del fatturato lordo.
Al fine di migliorare il trattamento pensionistico degli iscritti che adottano il sistema di calcolo contributivo (compresi gli iscritti alle casse di privatizzate ai sensi del D.Lgs. n.509/1994), è riconosciuta la facoltà, – senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e garantendo comunque l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario delle Casse – di destinare parte del contributo integrativo all’incremento dei montanti individuali, previa delibera degli organismi competenti, approvata dai Ministeri vigilanti che valutano la sostenibilità della gestione complessiva e le implicazioni in termini di adeguatezza delle prestazioni.

Nel corso dell’esame al Senato sono state introdotte due sole modifiche (su sollecitazione della Commissione Bilancio), che pertanto costituiscono l’unico oggetto di esame parlamentare: Le modifiche concernono:
· la previsione che il contributo debba essere fissato tra il 2 e il 5 per cento del fatturato lordo (nel testo approvato dalla Camera era previsto solo il limite massimo del 5%, e non anche quello minimo del 2%) (al riguardo si fa presente che è stato accolto dal Governo, come raccomanda zione, un ordine del giorno volto ad impegnare il Governo a vigilare affinchè il contributo non superi il 4 per cento):
· la previsione che la facoltà di destinare parte del contributo integrativo all’incremento dei montanti individuali, debba avvenire senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e garantendo l’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario delle Casse e degli enti.

Camera dei Deputati

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Posted by on 9 giugno 2011. Filed under ARCHIVIO, CRONACA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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