Cos’è il Muristan

Il Muristan (in ebraico םוריסטן, dal persiano بیمارستان, bimaristan, “ospedale”, o تيمارِسْتان, timaristan, manicomio)[1] è una grande area quadrata di strade, piazze, negozi e laboratori di artigianato nel quartiere cristiano della Città Vecchia di Gerusalemme. L’area appena a sud della Basilica del Santo Sepolcro ha una lunga tradizione che risale ai tempi di Giuda Maccabeo (II secolo a.C.), tradizione basata sugli avvenimenti registrati nel Secondo libro dei Maccabei. Secondo la leggenda, il re Antioco IV si era recato a Gerusalemme per punire il Sommo Sacerdote per aver saccheggiato la tomba di Davide.

Mentre si trovava sul Golgota, il re sarebbe stato indotto da una visione divina a perdonare il Sommo Sacerdote, e a costruire in quel luogo un ospedale per la cura dei malati e dei poveri. Nel 1496 Guillaume Caoursin, vicecancelliere degli Ospedalieri, scriveva che Giuda Maccabeo e Giovanni Ircano I avevano fondato l’ospedale in quel luogo.

Nel periodo bizantino più antico, l’area era utilizzata come “Foro Romano” di Aelia Capitolina.

La prima menzione storica del Muristan si ha nel 600 d.C., quando un certo abate Probo venne incaricato da papa Gregorio Magno di costruire un ospedale a Gerusalemme per accogliere e curare i pellegrini cristiani che si recavano in Terra Santa. Questo ospizio, molto verosimilmente, venne distrutto circa quattordici anni dopo, quando Gerusalemme cadde in mano all’esercito persiano e gli abitanti cristiani vennero massacrati e le loro chiese e monasteri distrutti (fu il periodo della Rivolta ebraica contro Eraclio). L’edificio fu probabilmente ricostruito dopo che Gerusalemme cadde ancora sotto il controllo bizantino nel 629.

Il dominio arabo dopo il 637 permise libertà di culto e probabilmente venne concesso che l’ospizio continuasse a servire al suo scopo originario.

Sotto il califfato di Hārūn ar-Rashīd, nell’800 Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, fece ingrandire l’ostello e vi aggiunse una biblioteca e una chiesa, denominata Santa Maria latina. Bernardo il Monaco, che scrisse un resoconto della sua visita a Gerusalemme nell’870, menziona un ospedale benedettino vicino alla basilica del Santo Sepolcro. Nel 993 il marchese Ugo di Toscana e sua moglie Giuditta dotarono l’ospedale di considerevoli proprietà in Italia.

Nel 1005, il califfo Al-Hakim distrusse l’ostello e un gran numero di altri edifici in Gerusalemme. Nel 1023 alcuni mercanti di Amalfi e Salerno ottennero il permesso dal califfo fatimida Ali az-Zahir di ricostruire l’ospizio, il monastero e una cappella. L’ospizio, che venne edificato nel sito del monastero di San Giovanni Battista accoglieva i pellegrini cristiani che visitavano i luoghi santi. A oriente dell’ospedale, separato da un vicolo, venne costruito anche un nuovo ospedale per le donne. Entrambi gli ospedali rimanevano sotto il controllo dell’abate benedettino.

Nel 1078 Gerusalemme cadde in potere dei Turchi Selgiuchidi, che abusarono ripetutamente della popolazione cristiana, costrinsero i pellegrini a pagare pesanti tasse per visitare i luoghi santi e persino rapirono il patriarca della città. Nonostante questa persecuzione, però, l’ospedale benedettino continuò la sua attività. L’arcivescovo Giovanni di Amalfi ricorda che durante il suo pellegrinaggio a Gerusalemme nel 1082 visitò l’ospedale. Verso la fine dell’occupazione turca (intorno al 1099), l’ospedale per le donne era gestito da una nobildonna romana di nome Agnese, mentre l’ospedale per gli uomini era sotto la direzione di un monaco conosciuto come fratello Gerardo (Gerardo Sasso, o anche Gerard Thom, Tum, Tenque, Tonque, etc., quello che sarebbe poi venerato come il fondatore dei Cavalieri Ospitalieri). Durante la prima crociata, mentre Gerusalemme era assediata, il governatore turco fece imprigionare fratello Gerardo. Quando Gerusalemme si arrese a Goffredo di Buglione, questi liberò fratello Gerardo, che poté così assumere nuovamente la guida dell’ospedale per gli uomini, e gli concesse nuovi aiuti economici. Gerardo fece la scelta di ospitare tutti i pazienti bisognosi – cristiani, musulmani ed ebrei – senza badare alla religione. Mentre l’ospedale per le donne rimase sotto il controllo dei Benedettini, fratello Gerardo ruppe con l’ordine, adottò la Regola agostiniana e organizzò i Fratres Hospitalarii in un ordine religioso autonomo, sotto la protezione di san Giovanni Battista. I membri di quest’ordine divennero così perciò famosi come “Cavalieri di San Giovanni” o “Ospedalieri”.

La costituzione formale dei Cavalieri Ospedalieri sotto fratello Gerardo venne confermata da una bolla di papa Pasquale II nel 1113. Gerardo acquistò territori e rendite per il suo ordine in tutto il Regno di Gerusalemme e anche oltre. Il suo successore, Raymond du Puy de Provence, ampliò significativamente l’infermeria. La più antica descrizione del Muristan al tempo dei Cavalieri Ospedalieri ci è stata lasciato dal pellegrino tedesco Giovanni di Würzburg, che visitò Gerusalemme intorno all’anno 1160:[3]

« Dirimpetto alla chiesa del Santo Sepolcro, dall’altra parte della strada verso sud, c’è una bella chiesa in onore di san Giovanni Battista, annesso alla quale c’è un ospedale, nelle varie sale del quale è raccolta un’enorme moltitudine di malati, sia uomini sia donne, che quotidianamente sono curati e assistiti con ingente spesa. Quando fui lì, venni a sapere che l’intero numero di questi malati ammontava a duemila, dei quali talvolta morivano più che cinquanta nel corso di un giorno e una notte, mentre molti altri nuovi continuavano ad arrivare. Che altro posso dire? La stessa istituzione assiste molta gente all’esterno portando loro alimenti, senza citare l’elemosina che ogni giorno distribuisce ai poveri che mendicano il pane e non alloggiano nell’ospizio, cosicché l’intera somma delle sue spese non può mai essere calcolata con certezza neanche dai superiori e dagli amministratori. Oltre a tutto questo denaro speso per i malati e gli altri poveri, questa stessa Casa mantiene nei suoi numerosi castelli molte persone addestrate ad ogni genere di attività militare per la difesa della terra dei Cristiani contro l’invasione dei Saraceni. »
(Description of the Holy Land by John of Wurzburg, London, Palestine Pilgrims’ Text Society, 1896, vol. 5, pag.44. In: E.E. Hume, Medical work of the Knights Hospitallers of Saint John of Jerusalem, Baltimore, Johns Hopkins Press, 1940, pag. 8.14-18)
Dopo l’assedio di Gerusalemme (1187) tutti i Cristiani vennero cacciati dalla città per ordine del sultano Saladino. A dieci Ospedalieri venne concesso di rimanere in città per prendersi cura dei feriti fin quando questi fossero stati in grado di lavorare. Saladino convertì alcuni degli edifici nella “moschea di Omar” (che non deve essere confusa con la Cupola della Roccia), tuttora esistente. Un nipote di Saladino, nel 1216 istituì un manicomio in quella che era stata la chiesa del monastero, e proprio in quel periodo si cominciò a chiamare l’area Muristan (in lingua persiana, visto che Saladino e i suoi uomini provenivano dal Kurdistan). Le strutture dell’ospedale continuarono ad essere impiegate per la cura dei malati e dei feriti.

Nel terremoto del 1457 la struttura crollò e rimase in rovina fino al XIX secolo, in piena epoca ottomana. Parti di essa vennero usate come scuderie in epoca medioevale, e scavi archeologici hanno riportato alla luce ossa di cavalli e cammelli, oltre a una grande quantità di pezzi di metallo usati per la ferratura. Nel 2013 l’Autorità Israeliana per le Antichità ha curato una campagna di scavi che ha restituito alla fruizione collettiva un complesso di grandi sale e stanze più piccole, appartenenti all’antico ospedale crociato.

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