Divieto di accesso. Flussi migratori e diritti negati

Il diritto di migrare e quello di restare sono entrambi ugualmente negati per un’ampia parte di popolazione mondiale. Ma le migrazioni non sono sempre dettate da guerra e povertà e i Paesi del Sud del mondo sono anche terra di destinazione e di “rifugio” della gran parte di coloro che scappano. Un intrigo di cause e di flussi molto più complesso di quello che solitamente viene rappresentato: movimenti interni e diretti all’estero, regolari e irregolari, volontari e forzati, circolari o definitivi.

La migrazione extra-continentale dall’Africa è un fenomeno in aumento. Inoltre, le destinazioni stanno subendo una diversificazione geografica notevole. Dal 1980 a oggi il numero di migranti africani extra-continentali è triplicato [da 5,5 milioni ai 16 milioni del 2015].

Nel 2015, dei 244 milioni di migranti presenti nel mondo, il 43% è nato in Asia, il 25% in Europa, il 15% in America Latina-Caraibi, mentre solo il 14% proviene dall’Africa. La migrazione nella regione riguarda circa 34 milioni di persone, ovvero il 2,8% della popolazione totale del continente. Ciò nonostante, l’Africa è seconda, dopo l’Asia, in termini di aumento annuo della percentuale di stock di migranti: 2,7%.

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