Ebioniti

Ebioniti

La parola Ebioniti (in greco Ebionaioi), è una traslitterazione del termine ebraico Evionim (in lettere ebraiche אביונים), che significa “poveri”. Questo termine si incontra, per la prima volta, in Ireneo,[4] senza però che questi ne dia un significato preciso. Origene[5] ed Eusebio[6] sostenevano che il nome di questa setta derivava dalla limitatezza della loro intelligenza, o dalla povertà della Legge a cui si riferivano, o dalla povertà della loro comprensione di Cristo. Naturalmente, queste definizioni non rispecchiano l’origine storica del nome. Altri scrittori, come Quinto Settimio Fiorente Tertulliano,[7] Ippolito,[8] ed Epifanio,[9] facevano derivare il nome della setta da un certo Ebion, suo presunto fondatore. Epifanio ne menzionava anche il luogo di nascita, una villaggio chiamato Cochabe nel distretto di Bashan, e riferiva dei suoi viaggi in Asia ed a Roma. Tra gli studiosi più recenti, solo Adolf Hilgenfeld ha sostenuto l’esistenza storica di questo Ebion, per alcuni brani attribuitigli da Girolamo[10] e dall’autore di una raccolta di testi patristici contro i monoteliti. Ma questi brani, probabilmente, non sono genuini ed Ebion, altrimenti sconosciuto alla storia, potrebbe essere una semplice invenzione per giustificare il nome Ebioniti.
Un’altra ipotesi prende in considerazione il fatto che il nome potrebbe essere stato auto-imposto da coloro che sostenevano la beatitudine di essere poveri in spirito o che pretendevano di vivere come i primi cristiani di Gerusalemme, che depositavano i loro beni ai piedi degli apostoli. Forse, tuttavia, il nome gli fu imposto, in precedenza, da altri e doveva essere riferito alla notoria povertà dei cristiani in Palestina.[11] Studiosi moderni hanno anche sostenuto che il termine in origine designasse gli ebrei cristiani di Palestina, che continuavano ad osservare la legge mosaica.
Una tappa di questo sviluppo fu riportata da Giustino di Nablus nel Dialogo con Trifone al capitolo xlvii (intorno al 140), dove parlava di due sette di ebrei cristiani allontanatesi dalla Chiesa: coloro che osservavano la legge mosaica per se stessi, ma non richiedevano il rispetto della stessa agli altri, e coloro che la consideravano un obbligo universale. Questi ultimi erano considerati del tutto eretici; ma, con gli altri, Giustino, era in comunione, anche se non tutti i cristiani mostravano la stessa indulgenza. Giustino, tuttavia, non usò mai il termine “Ebioniti” e, quando questo termine comparve per la prima volta (intorno al 175), esso designava una particolare corrente.

Wikipedia

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