Edifici fascisti in Toscana

La Toscana contribuì in modo consistente al consolidamento del Fascismo, dopo il maggio del 1922, con punte più alte a Firenze, Siena e Grosseto. Vi aderirono rappresentanti delle diverse classi sociali senza però arrivi da altri partiti. La confluenza ebbe luogo da diverse aree politiche e da nuove generazioni digiune di politica. Un ruolo significativo lo ebbe il sindacalismo.

Il fascino dei vincitori attrasse molti giovani e non. L’orientamento mussoliniano a fare del fascismo uno strumento degli interessi industriali e agrari portò in quelle file personaggi dell’élite nobiliare, finanziaria e commerciale.

Un ulteriore salto della presenza fascista avvenne con le elezioni amministrative del 1923. Analogamente avvenne con le elezioni politiche del 1924, quando il fascismo toscano, fruendo della legge Acerbo, conseguì il più alto risultato italiano.

Il fascismo toscano conteneva in sé le diverse variabili delle sue realtà produttive. Tra il fascismo urbano e quello agrario corsero differenze di metodo e di gestione dei rapporti politici.

Che cos’è rimasto in Toscana dei segni del passaggio fascista ?

L’ex casa del Fascio di Firenze, oggi sede dell’Ufficio tecnico erariale, si trova in via dell’Agnolo 80. L’edificio occupa un intero isolato delimitato ad ovest dalla via Verdi, a nord dalla via dell’Ulivo, ad est dalla via dei Pepi ed a sud dalla via dell’Agnolo. Il volume compatto emerge nel tessuto articolato e minuto del popolare quartiere di Santa Croce, differenziandosene fortemente e costituendo inevitabilmente, assieme alle Poste ed agli edifici adibiti ad attività direzionale e scolastica sulle vie Pietrapiana e dell’Agnolo, un elemento di estraneità.

Firenze – Monumento ai Caduti di Riffredi – 1925 – 1927, Scultore Mario Moschi

Firenze – Grattacielo nel quartiere Riffredi

Firenze – Scuola di guerra aeronautica inserito nel verde delle Cascine.

Firenze – Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella – Palazzina Reale – 1935
Arch. Giovanni Michelucci

Firenze – Stadio Giovanni Berta – 1929 – 1932 – Ing. Pier Luigi Nervi

Firenze – Coverciano – Via Manni (Case popolari)

Firenze – Manifattura tabacchi – 1940

Firenze – Centrale termica ed edificio apparati della stazione Santa Maria Novella – 1931- 1932 – Arch. Angiolo Mazzoni

Firenze – Padiglione reale alla Stazione di Santa Maria Novella
Scultore Italo Griselli

Nel 1932 viene bandito il concorso per il fabbricato viaggiatori della stazione di Santa Maria Novella (vinto contro ogni pronostico dal giovane e sconosciuto Gruppo Toscano, capeggiato da Giovanni Michelucci) la cui realizzazione si inserisce all’interno di una vasta e funzionale area ferroviaria che comprende il palazzo delle poste, la squadra rialzo, il deposito idrico (tutte e tre opera di Angiolo Mazzoni) e la palazzina reale di Giovanni Michelucci; in tale contesto emerge la centrale termica con cabina apparati (Angiolo Mazzoni, 1932-1934), emblematica per la modernità e lo stile al contempo futurista e costruttivista.

Ad Impruneta il municipio, la scuola elementare

Radda in Chianti, casa del fascio, fontana del leone, Chiesa di San Niccolò, fontana dei fasci, monumento ai caduti, abitazione privata

Fonti:
http://www.artefascista.it/toscana_fascismo__italia__architettura.htm

http://wwwext.comune.fi.it/archiviostorico/narratives/000011/000003.html

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