Elogio sfrenato della chitarra

Si può dire che la chitarra esiste da sempre? Forse no, ma di sicuro la sua origine si perde nella notte dei tempi. Segovia, uno dei suoi più grandi virtuosi, la definì “una piccola orchestra” e nel secolo scorso la sua popolarità è ascesa a livelli altissimi. Molto del suo successo è legato al fatto che è l’unico strumento strimpellabile. Nel senso che non importa essere dei fenomeni per farne uscire suoni accettabili.

Dopo aver imparato una manciata di accordi e aver coordinato il movimento delle mani, si possono già suonare molte canzoni e fare bella figura. Cosa impossibile con altri strumenti a corda, tipo il violino o il contrabbasso. Poi la chitarra si può portare in giro: basta una custodia, meglio se rigida, e lei diventa un’inseparabile compagna di vita. Cosa impossibile, per esempio, con il pianoforte, che ovviamente nessuno si può portare in spiaggia oppure a casa di amici.
La chitarra rappresenta, per molti, anche un ottimo ansiolitico. Nei momenti di depressione, di difficoltà si imbraccia lo strumento e comincia a suonare. Nella stragrande maggioranza dei casi l’umore si rasserena. E se questo non accade, la malinconia è messa in un angolo almeno per un po’ di tempo. Logico quindi che il chitarrista “veneri” il proprio strumento e se ne prenda cura come qualcosa di molto prezioso. Alle chitarre vanno evitati sbalzi di temperatura e urti, e devono essere pulite quasi quotidianamente. Va anche controllata la tensione delle corde e valutati gli eventuali spostamenti del manico. E poi la chitarra va suonata, va usata. Perché è come il vino: invecchiando migliora.

La chitarra è uno strumento che “vive” con il corpo, che sta attaccata al corpo, che quasi si muove con esso. Quindi trovare lo strumento giusto non è così facile. Le chitarre vanno provate e riprovate e per chi inizia è sempre bene affidarsi all’esperienza di chi già suona. Ma è comunque essenziale prendere in considerazione il maggior numero possibile di strumenti. Tenendo conto che chitarre costosissime potrebbe non avere la resa sperata. E poi, ogni chitarra è unica, perché è quasi impossibile costruirne due perfettamente uguali. Non è esagerato dire che ognuna ha una sua personalità, un suo carattere ben preciso.

A questo punto qualcuno potrebbe chiedere quale chitarra acquistare per iniziare. Si può rispondere che molto dipende da che cosa si ha idea di suonare.

Per esempio, la chitarra classica è quella degli studiosi, dei virtuosi, dei concertisti. Ed ha corde in genere di nylon, raramente in budello, per avere un suono dolce e morbido.

La chitarra folk, spesso impropriamente detta “acustica”, viene invece utilizzata principalmente per accompagnare la voce anche nella versione arpeggio, il classico fingerpicking. La cassa armonica (per intendersi, la parte con il buco centrale) è grande e bombata. Le corde sono d’acciaio o di bronzo, per avere un suono molto più deciso e profondo. Esistono chitarre a sei e a dodici corde, e possono essere predisposte per l’amplificazione, potenziandone il suono e rendendolo simile a quello della chitarra elettrica.
La chitarra elettrica, infine, è il paradiso dei rockettari.

A differenza della classica, ha una precisa data di nascita, il 1931, anno in cui è stato realizzato il primo dispositivo elettromagnetico che trasformava le vibrazioni delle corde in impulsi elettrici. L’evoluzione dello strumento è stata rapidissima. Nel 1953 fu creata da Leo Fender la Stratocaster, forse la chitarra elettrica più famosa e celebrata, che aveva come antenata un altro gioiello: la Telecaster. Forse solo la Gibson, con la sua Les Paul, può vantare un uguale curriculum.

Al termine di questo breve viaggio, non rimane che sperare di essere riusciti a spingere qualcuno a provare a suonare.

All’inizio sarà una lotta durissima. Le dita tutto faranno meno che posizionarsi nel giusto modo sulla tastiera per eseguire gli accordi.

Il barrè − suonare tutte le sei corde col solo dito indice − sembrerà una tortura da Inquisizione. Molti non riusciranno a coordinare il movimento delle mani. Ma l’importante è non mollare. E quando dal nulla sorgerà la prima canzone, al principiante sembrerà di aver toccato il cielo con un dito. E capirà, in quel preciso momento, perché in tanti, una volta incontrata la chitarra, non la lasciano più.

Buon ascolto con Original Rockabilly by Justin Johnson !!!

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Posted by on 20 luglio 2017. Filed under ARCHIVIO, CULTURA. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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