Emergenza acqua in Val di Cecina

Solvay costruisca un dissalatore per i suoi approvvigionamenti di acqua e di sale. Rossi ha dichiarato lo stato di emergenza idrica per tutta la Toscana, il direttore generale dell’AIT (Autorità Idrica Toscana), Mazzei, ha dichiarato che la Val di Cecina è uno dei territori dove la situazione è tra le più critiche.

I sindaci di Volterra e Pomarance hanno chiesto l’attivazione del Piano di emergenza idrica per la siccità già evidente; e dei cambiamenti climatici con la minore piovosità che non permettono più gli enormi abusi sulla risorsa acqua dell’area da parte dell’industria.

Infatti, il grosso della nostra acqua è monopolizzato dall’industria a discapito delle popolazioni; in alcune zone dell’alta valle già ora la fornitura di acqua viene effettuata con le autobotti!

Ma in realtà, sia in Regione, sia localmente i sjndaci della Val di Cecina, prospettano solo palliativi parziali e non risolutivi, certamente molto costosi per la collettività ma molto remunerativi per chi li realizzerebbe.

Diventa sempre più chiaro che anche la siccità è diventata un business!

Abbiamo consegnato in Regione 1500 firme di cittadini della Val di Cecina sulla petizione popolare promossa da alcune associazioni di difesa della salute e del territorio, che chiede la costruzione di un dissalatore di acqua di mare a Rosignano, da cui Solvay ricavi acqua e sale necessari alla sua produzione.

E’ stata presentata in Regione dal gruppo misto Toscana per tutti, una mozione dove si chiede che sia rispettato il volere dei firmatari della petizione pubblica e nel mese di Luglio sarà discussa in Consiglio Regionale.

La petizione chiede che Solvay lasci l’acqua di falda alla popolazione, che ne ha la priorità per legge, e il prezioso e non riproducibile salgemma volterrano alle generazioni future, a fini alimentari e di chimica fine; e che al contrario questo salgemma verrebbe esaurito in 30 anni ai ritmi industriali di Solvay, lasciando il territorio sventrato da camini di collasso, subsidenze e sversamenti di acqua salata;

• Che questo salgemma costa alla Solvay, in base al “Contratto di collaborazione industriale” tra Solvay ed ETI del 1996 solo 1.700 lire a tonnellata, equivalenti a 80 centesimi di euro, molto meno di quanto fissato dal Ministero del Finanze nel 1956 (considerata l’inflazione nel frattempo maturata) in 210 lire a tonnellata;

• Che Solvay ha concessioni per l’acqua, sotterranee e superficiali, in Provincia di Pisa per ben 15,1 milioni di mc/annui, e che ha pagato nel 2016 appena 298.000 euro, quanto nel 2012.

• Che tale canone irrisorio è oggi quindi di 2 centesimi di euro al metro cubo per gli usi industriali di Solvay, a fronte dei circa 3 euro pagati in bolletta dai cittadini utenti del SII.

Si consideri anche che Solvay ha ottenuto 55 milioni di euro dal Governo, nonostante non sia in crisi, solo a rimpiazzo degli incentivi alla centrale elettrica Rosen di Rosignano, goduti per 20 anni ed ora scaduti.

Sottolineiamo infine che la costruzione di un dissalatore, alimentato ad energie rinnovabili, sarebbe un volano di sviluppo e rilancio dello stabilimento e della sua occupazione, che al contrario ad oggi ha toccato il suo minimo storico (370 lavoratori Solvay diretti).

Nei prossimi giorni comunicheremo le nostre future iniziative a sostegno di questo obiettivo diventato ormai improcrastinabile!

Comitato per la Salute Pubblica Val di Cecina
Medicina Democratica Sezione di Livorno e della Val di Cecina

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Posted by on 3 luglio 2017. Filed under AMBIENTE, ARCHIVIO. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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