Nel Baluardo di San Giorgio, un terrazzamento trapezoidale costruito dopo nel 1552 per volere di Cosimo I su progetto di Giuliano di Baccio d’Agnolo, su uno dei bastioni eretti da Michelangelo in occasione dell’assedio di Firenze del 1529-30, c’è una sorgente detta della Ginevra, il cui nome è celtico ed in gaelico significa la ‘fonte sacra’.

La fonte della Ginevra, essendo collocata a monte della collina di Boboli sul lato opposto dell’Arno, rientrava in una rete idrica voluta dal duca Cosimo I de’ Medici, procedeva da Porta San Miniato verso il fiume, attraversandolo sull’attuale Ponte alle Grazie e, giungendo poi in Piazza della Signoria, andava ad alimentare la fontana di piazza dove c’è il Biancone, ovvero il Nettuno dell’Ammannati considerato vera e propria allegoria della potenza fiorentina sui mari.

La monumentale statua del Nettuno realizzata in un unico blocco di marmo di straordinaria grandezza cavato a Carrara, fu inaugurata in occasione delle nozze tra Francesco de’ Medici e Giovanna d’Austria il 10 dicembre 1565, ma soltanto nel marzo del 1572, i manufatti provvisori, nel frattempo deterioratisi, vennero sostituiti con i marmi di mischio e le statue bronzee, dando così finalmente compimento il 23 giugno 1574 al progetto dell’Ammannati.

Le critiche nei confronti dell’opera furono diverse e l’artista venne irriso in vario modo con la tipica arguzia fiorentina come quella di: “Ammannato, Ammanato, che bel marmo t’hai sprecato”.

VU

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