[Firenze] Alloggi popolari: Assistente di condominio in fase sperimentale

Nei condomini popolari fiorentini sta per arrivare ‘l’assistente di condominio’ per combattere la solitudine e, soprattutto, per rispondere ai bisogni degli anziani con minori mezzi e problemi di fragilità. Si tratta di un pacchetto di servizi indispensabili (dalla spesa a domicilio al servizio infermieristico, dalla pulizia della casa all’accompagnamento della persona, dalla fisioterapia di gruppo allo svolgimento di commissioni particolari) compresi dal progetto ‘Assistenza domiciliare condivisa’ denominato Cocare.

Il primo palazzo erp dove la nuova figura sarà sperimentata è quello di via Dorso Manni Gelli nel quartiere 2, il più grande condominio popolare della Toscana, dove abitano 45 ultra 70enni e dove i residenti hanno a disposizione una stanza dell’autogestione per gli incontri.

Sarà il Comune a valutare i condomini popolari di sua proprietà nei quali si svolgerà il servizio che viene svolto gratuitamente da un team di operatori specializzati della Cooperativa dopo aver verificato le reali necessità degli abitanti del condominio oggetto dell’intervento.

Il progetto dell’assistente di condominio si compone di 4 fasi, preceduti da una fase zero, che è attualmente in corso negli alloggi popolari, che prevede la realizzazione di una mappatura e analisi del contesto (target famiglie, condomini e territorio), delle tipologie di bisogno (social, socio-sanitario e socio-assistenziale) e della sostenibilità del modello proposto.

La prima fase del progetto prevede l’attivazione del Servizio sportello attivo due volte la settimana in 10 condomini della città per intercettare i bisogni specifici dei nuclei familiari, offrire colloqui individuali al domicilio dell’anziano e predisporre pacchetti di servizi specializzati.

La seconda fase, invece, prevede l’attivazione dei servizi individuati e il monitoraggio in itinere dell’andamento del progetto e della soddisfazione degli utenti.

La fase numero tre è incentrata sulla valutazione dei risultati: ovvero la soddisfazione degli anziani assistiti, il sollievo dei caregiver familiari, l’organizzazione del servizio e la sostenibilità a lungo termine.

Infine, l’ultima fase, la quattro, si basa sull’implementazione e la diffusione del progetto con l’individuazione di nuovi condomini.

La costante crescita della popolazione over 65 è tale da posizionare la Toscana al terzo posto tra le regioni più anziane del Paese, con circa un quarto di popolazione anziana residente. Una tendenza destinata ad aumentare nel prossimo futuro e che, a fronte dell’assottigliamento delle reti familiari, va a pesare sempre più sull’indice di pressione dei grandi anziani (over 84) rispetto ai potenziali caregiver (50-74enni).

In aumento è anche il numero di famiglie unipersonali composte da anziani soli. Sono circa 629.000 le famiglie con almeno un anziano presente e 396.000 quelle composte da anziani soli. La solitudine abitativa, se da una parte indica autonomia fisica ed economica, dall’altra costituisce un fattore di rischio per l’aggravamento delle condizioni di salute dell’anziano e per l’isolamento fisico e relazionale che, unito ad altre condizioni di disagio, raffigura uno dei quadri tipici dello scivolamento nell’area a rischio non autosufficienza.

Nella sola area fiorentina sono circa 13.764 gli anziani fragili a rischio di non autosufficienza. Sul versante dei servizi si contano in Toscana quasi 400 strutture di accoglienza per anziani, per circa 12.667 posti letto destinati a non autosufficienti e circa 95.000 anziani assistiti in assistenza domiciliare. Ma spesso tali servizi risultano ancora troppo onerosi per le famiglie che ne avrebbero bisogno.

Per intercettare i bisogni reali e percepiti dal territorio in materia di assistenza agli anziani, è stata anche fatta un’indagine telefonica nei quartieri delle Cure, di Campo di Marte e a Novoli.

Un 15 per cento della popolazione residente ha dichiarato di aver bisogno di un servizio di assistenza agli anziani della propria famiglia. Nel dettaglio il 56 per cento avrebbe bisogno di cure alla persona, il 46 per cento avrebbe bisogno di pulizia e lavori domestici, il 30 per cento avrebbe bisogno di una persona per uscire di casa.

Un 70 per cento degli intervistati ha giudicato l’assistenza condominiale un servizio utile, il 20 per cento per motivi economici, un altro 20 per cento per avere un servizio di maggior fiducia e sicurezza.

Il modello di servizio che sarà presto veicolato in nuovi condomini, è a titolo gratuito, e prosegue, in un preciso momento, quello estivo, dove sono più alti i rischi di isolamento e conseguente fragilità sanitaria.

(fp)
Comune di Firenze

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