Firenze, Arti e Mestieri del Medioevo: Il declino e la soppressione

Firenze, Arti e Mestieri del Medioevo: Il declino e la soppressione

Il peso politico delle arti risultava già ridimensionato nel Quattrocento durante la signoria medicea; dopo la scoperta delle Americhe le nuove rotte commerciali misero in crisi il sistema corporativo che si avviò verso un lento declino. L’assedio di Carlo V nel 1530 prosciugò letteralmente le casse delle Arti, che per finanziare il costo della guerra, nel disperato tentativo di difendere la libertà della Repubblica, misero in vendita quasi tutti i beni di loro proprietà. Neppure questo tuttavia bastò ad impedire l’inizio del Principato Mediceo; il duca Alessandro I dei Medici nel 1534 decise di riformarne gli statuti, riducendole a semplici associazioni di mestiere, senza più alcuna rilevanza sul piano politico.

Le 14 Arti Minori vennero raggruppate in 4 Università:

l’Università di Por San Piero, che riunì gli appartenenti alle Arti dei Beccai, Fornai e Oliandoli.
Era governata da 6 consoli ed ebbe per protettore San Pietro; l’insegna adottata fu un leone rosso rampante su fondo oro con un giglio bianco nella branca destra elevata e la sede venne stabilita inizialmente nel palazzo dell’Arte dei Beccai; nel 1583, un nuovo decreto granducale accorpò questa università con quella dei Fabbricanti, che assunse la denominazione di Università dei Fabbricanti e Por San Piero e la residenza venne spostata sotto gli Uffizi, mantenendo la propria insegna.
l’Università dei Fabbricanti, che riunì gli appartenenti alle Arti dei Fabbri, Chivaioli, Maestri di Pietra e Legname, Corazzai e Spadai e Legnaioli.
Era governata da 6 consoli, uno per arte ed il sesto a turno, cominciando dai Fabbri ed ebbe per protettrice la SS. Annunziata; l’insegna adottata fu un giglio bianco su fondo oro e la sede inizialmente prescelta fu quella dei Maestri di Pietra e Legname nel Chiasso dei Baroncelli. A seguito dell’accorpamento con l’università di Por San Piero nel 1583, la sede venne trasferita sotto gli Uffizi.
l’Università dei Maestri di Cuoiame, che riunì gli appartenenti alle Arti dei Calzolai, Galigai e Correggiai.
Era governata da 6 consoli ed ebbe per protettrice la santissima Trinità; l’insegna adottata fu lo stemma bianco e nero già usato dai Cuoiai; nel 1561 venne annessa anche l’Arte Maggiore dei Vaiai e Pellicciai, per cui l’università assunse la denominazione di Università dei Vaiai e Cuoiai; la prima sede venne stabilita in via Lambertesca e nel 1562 fu spostata in via delle Terme.
l’Università dei Linaioli, che riunì gli appartenenti alle Arti dei Linaioli, Rigattieri, Vinattieri e Albergatori.
Era governata da 6 consoli ed ebbe per protettore San Marco; l’insegna adottata fu lo stemma bianco e rosso già dei Linaioli e la sede venne spostata più volte, finché nel 1703 venne stabilita sotto gli Uffizi, insieme a quella dei Fabbricanti e di Por San Piero.
Nel 1770 il granduca di Toscana Pietro Leopoldo soppresse tutte le Arti ad eccezione di quella dei Giudici e Notai e di del tribunale dell’Arte del Disegno, spostandone le funzioni alla Camera di Commercio, Arti e Manifatture; l’Arte dei Giudici e Notai continuò ad esistere fino al 1777, quando un nuovo bando granducale ne passò le prerogative al Magistrato del Conservatorio delle Leggi, mentre quella dell’Arte del Disegno fu soppressa nel 1784 trasferendo le competenze giurisdizionali al tribunale di prima istanza e le altre all’Accademia di Belle Arti .

Wikipedia

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