I locali della Biblioteca furono disegnati per il cardinale Giulio de’ Medici, poi papa Clemente VII, che affidò nel 1519 la commissione a Michelangelo. Egli diresse personalmente il cantiere tra il 1524 e il 1534, sia pure con l’interruzione dovuta alla parentesi repubblicana. Alla morte del proprio padre e di Clemente VII, Michelangelo lasciò Firenze, con l’intenzione di non tornarci mai più. La costruzione fu ultimata lentamente negli anni successivi da altri architetti, a partire dal 1548, grazie all’impegno di Cosimo I de’ Medici.

La Biblioteca Medicea Laurenziana, anticamente chiamata Libreria Laurenziana, è una delle principali raccolte di manoscritti al mondo, nonché un importante complesso architettonico di Firenze, disegnato da Michelangelo Buonarroti tra il 1519 e il 1534.

Essa custodisce 68.405 volumi a stampa, 406 incunaboli, 4.058 cinquecentine e, soprattutto, 11.044 pregiatissimi manoscritti[1], nonché la maggiore collezione italiana di papiri egizi. Oggi nella biblioteca è conservata la più completa raccolta di opere di Virgilio, la raccolta è stata realizzata appena 18 anni dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente. Vi si accede dai chiostri della basilica di San Lorenzo a Firenze, da cui il nome Laurenziana. Medicea deriva invece dal fatto di essere nata dalle collezioni librarie di membri della famiglia Medici.

Alcuni tesori librari
Il Virgilio Laurenziano , copia delle Egloghe ad opera di Turcio Rufio Aproniano Asterio, che dichiara di avere corretto e punteggiato il testo di Virgilio (poiché i testi scritti su papiro erano privi di punteggiatura), confrontandolo con un altro esemplare, mentre era console nel 494.
Le Pandectae di Giustiniano, (VI secolo) la copia completa più antica esistente, detta Littera Florentina, che risale a poco tempo dopo la sua promulgazione; si trovava ad Amalfi dove venne conquistata da Pisa; dopo la conquista della repubblica marinara pisana da parte dei fiorentini arrivò a Palazzo Vecchio, dove fu oggetto di una particolare devozione civile, con una processione annua descritta anche nel Gargantua di François Rabelais.
La Bibbia Amiatina (VII-VIII secolo), il più antico manoscritto completo della Bibbia con il testo della Vulgata di san Girolamo e con rari esempi di miniature italo-sassoni.
I Dialoghi platonici in carta bona, (XV secolo) copia delle opere di Platone donata da Lorenzo il Magnifico a Marsilio Ficino perché la traducesse.
Il Codice Squarcialupi, posseduto (e forse redatto) da Antonio Squarcialupi, unica fonte della musica profana fra Trecento e Quattrocento.
Storie di Francesco Guicciardini con interventi dell’autore.
Autografo della Vita scritta da lui medesimo di Benvenuto Cellini.
Il Codice Fiorentino, l’unico testo bilingue spagnolo e nahuatl della Historia universal de las cosas de Nueva España, scritta da fra’ Bernardino de Sahagún, riccamente illustrato e di fondamentale importanza per la conoscenza della cultura azteca (decennio del 1570).
Autografi, fra gli altri, di Petrarca e Boccaccio.

Wikipedia

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