Firenze, Evoluzione Ruota per neonati abbandonati

Firenze, Evoluzione Ruota per neonati abbandonati

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La ruota o rota degli esposti era una bussola girevole di forma cilindrica, di solito costruita in legno, divisa in due parti chiuse per protezione da uno sportello: una verso l’interno ed un’altra verso l’esterno che, combaciando con un’apertura su un muro, permettesse di collocare, senza essere visti dall’interno, gli esposti, i neonati abbandonati. Facendo girare la ruota, la parte con l’infante veniva immessa nell’interno dove, aperto lo sportello si poteva prendere il neonato per dargli le prime cure.

Il primo ricovero, lo xenodochio, per neonati abbandonati fu istituito a Milano nel 787 dall’arciprete Dateo.

La prima “ruota” compare in Francia, nell’ospedale dei Canonici di Marsiglia nel 1188 e poco dopo ad Aix en Provence e a Tolone.

In Italia, secondo la tradizione, Papa Innocenzo III, turbato da ricorrenti sogni in cui gli apparivano cadaveri di neonati ripescati dalla reti nel Tevere, istituì una “ruota” nel 1198 nell’ospedale di Santo Spirito in Sassia.

Oggi la ruota degli esposti si è evoluta in una culla termica creata per dare accoglienza e salvezza a neonati abbandonati.

Per la Toscana ha provveduto l’ospedale di Careggi ove la culla è presso l’interno di una struttura in muratura collocata in una zona protetta e riservata, in via Lungo il Rio Freddo, vicino al padiglione 7 Polo materno infantile. E’ assicurato il totale anonimato della madre che lascia il bambino.

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