[Firenze] Giubbe Rosse: rischio estinzione

Con la cultura non si mangia. Luogo comune ma che ha un suo fondo di verità, visto che uno dei più gloriosi e antichi caffè di Firenze, le Giubbe Rosse in piazza della Repubblica, rischia la chiusura se non troverà, entro novanta giorni, un compratore disposto a rilevarlo. Situazione drammatica, ma ormai quasi normale, in una città in cui i locali storici chiudono o fanno grande fatica a mantenersi in vita. Strano, perché Firenze vorrebbe fare proprio della cultura uno dei suoi vanti.

Le Giubbe Rosse, per i pochi che non lo sanno, non era solo un caffè, ma un luogo di discussione, di letteratura, di arte. Qui sono passati Montale, Luzi, Ungaretti, Cartier Bresson, Gadda, Palazzeschi, solo per citarne alcuni. Qualcuno vocifera che sia passato di qui anche Lenin (ma forse è una fake news di un’epoca senza Internet).

Le pareti del locale, ancora aristocratico e prezioso, conservano i ritagli di giornale, i quadri di un’epoca in cui, in nome della cultura, le due anime futuriste, quella fiorentina di Soffici e quella milanese di Marinetti, si scazzottarono proprio nella piazza antistante (per chi non lo sapesse le due anime poi si fusero in un nocciolo solo). Un mondo che non esiste più, nemmeno nel ricordo.

Le Giubbe Rosse da tempo non sono più le stesse di prima. Forse riusciranno a non chiudere, ma dovranno vendere molto cibo e molte bevande per sopravvivere, in una città che sembra diventata, soprattuto, un imponente, spesso caro e poco invitante, mangificio, cui fanno da sfondo monumenti e opere d’arte. Del resto, con la cultura forse non si mangia. Ma di sicuro la cultura fa mangiare.

Duccio Magnelli – giornalista

Foto di copertina per gentile concessione ‘Giubbe Rosse’

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