Firenze, Il Tempio maggiore israelitico

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La comunità ebraica di Firenze è molto antica; risale probabilmente all’epoca romana. Non si conoscono tuttavia notizie certe sui luoghi di culto fino all’istituzione del ghetto nel 1571. Le due sinagoghe del ghetto cessarono di funzionare nel 1848 con la chiusura del ghetto stesso (che fu completamente demolito a fine Ottocento) e i loro arredi furono trasferiti in due oratori in via delle Oche, che con l’apertura della nuova sinagoga monumentale vennero dedicati rispettivamente al culto italiano e a quello askenazita. La loro attività cessò soltanto nel Novecento. Prima della seconda guerra mondiale venne chiuso l’oratorio di rito italiano e nel 1962 quello di rito askenazita.

Nel 1868, David Levi, presidente dell’Università Israelitica, con legato testamentario destinava i suoi beni alla realizzazione di una nuova sinagoga fiorentina e di un luogo di culto ebraico “degno della città”.

La prima pietra, spedita da Gerusalemme, fu posta il 30 giugno 1874 e l’inaugurazione ebbe luogo il 24 ottobre 1882.

La storia della comunità fiorentina può essere ripercorsa nel museo al primo piano, fondato nel 1981 e diviso in due parti: una ricostruisce la storia degli ebrei a Firenze, con particolare riguardo alla ricostruzione della zona del vecchio ghetto, l’altra propone oggetti cerimoniali ebraici, con numerosi esempi di argenteria liturgica e di preziosi tessuti, alcuni dei quali risalgono al Seicento.

Fonte Wikipedia

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