L’Accademia del disegno, fondata da Cosimo I de’ Medici, il 13 gennaio 1563, su consiglio dell’architetto aretino Giorgio Vasari e con la collaborazione dello spedalingo degli innocenti Vincenzio Borghini, fu inizialmente denominata “Accademia e compagnia dell’arte del disegno” in quanto suddivisa in due branche operative differenziate. Mentre la Compagnia era la formazione più ampia cui potevano aderire tutti gli artisti, l’Accademia, costituita solo dalle più eminenti personalità, era un organismo ristretto che governava la Compagnia e, tra gli altri compiti, aveva finalità di tutela e supervisione sull’intera produzione artistica del principato mediceo.

Il ruolo ed il prestigio di questa istituzione, non certo confinati negli angusti limiti politico economici del principato toscano, raggiunsero ben presto traguardi inaspettati.

Il primo accademico ad essere eletto col titolo di padre e maestro delle arti fu Michelangelo Buonarroti e da lì a breve moltissimi artisti di tutta italia chiesero di far parte del sodalizio che comprese Francesco da Sangallo, Agnolo Bronzino, Benvenuto Cellini, Giorgio Vasari, Bartolomeo Ammannati, il Giambologna, Jacopo Ligozzi, Tiziano, Tintoretto, Palladio, [senza fonte] ecc. Sodalizio prevalentemente maschile, seppur senza preclusioni scritte per l’ammissione delle donne, la prima ad esservi ammessa fu Artemisia Gentileschi.

Celebrata e riconosciuta nel suo primato già con la preparazione delle esequie di Michelangelo nella basilica di San Lorenzo a Firenze nel 1564 e ancora nei numerosi eventi trionfali realizzati nella città, din dal 1585 l’Accademia delle Arti del Disegno fu innalzata a livello di arte riconoscendo quindi all’istituzione un tribunale proprio interno per gli iscritti e numerosi privilegi e finendo per far prevalere l’azione burocratico-amministrativa su quella educativa e di stimolo per le arti.

Numerosi furono comunque i professori eccellenti che svolsero qui il loro servizio tra cui Galileo Galilei.

L’Accademia, incaricata nel 1603 di vigilare contro le esportazioni di opere d’arte dal granducato toscano, continuò il suo ruolo di insegnamento e orientamento delle arti nelle sue numerose sedi; di esse oggi sopravvive soltanto la cosiddetta cappella di San Luca nei chiostri della basilica della Santissima Annunziata di Firenze dove sono sepolti numerosi e importanti Accademici tra cui Pontormo. L’ultimo ad esservi sepolto è stato Rodolfo Siviero, presidente dell’Accademia dal 1971 al 1983.

Nel 1784 il granduca Pietro Leopoldo di Lorena riformò l’Accademia delle Arti del Disegno sottraendole ogni mansione di ordine professionale e di insegnamento, cambiando quindi il nome in ‘Accademia delle Belle Arti’.

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