[FIRENZE] L’ARTE DI CAVALCARE, DALL’ANTICHITÀ AL MEDIOEVO

[FIRENZE] L’ARTE DI CAVALCARE, DALL’ANTICHITÀ AL MEDIOEVO

Le teste equine, un tempo sepolte accanto ai loro cavalieri e conservate nel Museo Pirro Marconi del Parco Archeologico di Himera, sono a Firenze nella mostra che si apre oggi al pubblico nella settecentesca Limonaia del Giardino di Boboli dal titolo “ A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’antichità al Medioevo”. Un viaggio dedicato al rapporto tra l’uomo e il cavallo attraverso una selezione di un centinaio di reperti provenienti da Musei italiani e stranieri che abbracciano oltre duemila anni di storia, dalla prima Età del Ferro fino al Tardo Medioevo e che si dispiegano in cinque sezioni: la Preistoria, il mondo greco e magno greco, il mondo etrusco e venetico, l’epoca romana e il Medioevo.

Morsi, filetti, speroni, staffe, sono esposti accanto a una serie di opere scelte per illustrare il ruolo primario del cavallo nel mondo antico.

Tra i vari reperti esposti alla visione del pubblico, il carro di Populonia, raro esempio di calesse etrusco rinvenuto nella metà del XX secolo nella Fossa della Biga e ricomposto dopo l’ intervento di restauro, l’opera datata all’inizio del V secolo s. C. era un veicolo destinato al trasporto di personaggi di alto rango.

Sintesi tra uomo e cavallo la kylix attica a figure rosse con Atena e il cavallo di Troia conservata al Museo Archeologico di Firenze, l’esemplare dipinto dal Pittore di Sabouroff presenta la dea Atena seduta su un trono mentre accarezza un grande cavallo ornato con le tainiai niketeriai, le bende di lana rossa simbolo della vittoria.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 14 ottobre 2018.

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