Il 14 maggio 1515 le monache di San Francesco de’ Macci a Firenze stipularono il contratto di allogazione con Andrea del Sarto per la pala d’altare della loro piccola chiesa, che avrebbe dovuto rappresentare una Madonna con Bambino incoronata da due angeli con ai lati san Giovanni evangelista e san Bonaventura. Il programma iconografico venne mutato forse per l’interessamento di fra’ Antonio di Ludovico Sassolini, importante esponente del vicino convento di Santa Croce, sostituendo Francesco d’Assisi a Bonaventura e facendo mettere i putti a reggere le gambe di Maria sul piedistallo.

Nel 1703 si interessò dell’opera il gran principe Ferdinando de’ Medici, appassionato collezionista d’arte. Egli scrisse di essersi “invaghito” della pala, bisognosa di “una cordiale premura della buona conservazione di sì bell’opera”, che aveva iniziato a rovinarsi nella chiesa ormai “bisognosa di risarcimento”. Si offrì allora di restaurare la chiesa in cambio della pala, che venne così trasportata a palazzo Pitti. In cambio le monache ottennero una ristrutturazione da parte dell’architetto granducale, Giovan Battista Foggini, con una ridecorazione da parte del pittore Pier Dandini, oltre che una copia del dipinto.

La Madonna delle Arpie fu a lungo ammirata, venendo trasferita nel 1795 agli Uffizi.

Ne esistono numerosi disegni preparatori, alla Kunstakademie di Düsseldorf (K.P. 16r e v), al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe di Firenze (nn. 628, 333F) e al Cabinet des Dessins di Parigi (nn. 1679, 1732, 5946).

La Madonna delle Arpie è un dipinto a tempera su tavola (207×178 cm) di Andrea del Sarto, firmato e datato 1517, e conservato negli Uffizi di Firenze.

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