[Firenze] Michel Elefteriades, proprietario porzione Palazzo Del Pugliese

Michel Elefteriades (in arabo: ميشال ألفتريادس‎, in greco Μιχαήλ Ελευθεριάδης; Beirut, 22 giugno 1970) è un politico, artista, produttore discografico e imprenditore libanese con cittadinanza greca, conosciuto nel mondo arabo per le sue credenze e le sue opinioni anticonvenzionali, che hanno generato controversia e riscontri accesi, sia da parte dei suoi sostenitori che dei suoi detrattori. Michel ha acquistato una porzione del Palazzo Del Pugliese, il quale si trova in via de’ Serragli 8, con affacci sul borgo Stella, piazza del Carmine 1-2-3 e borgo San Frediano 5-7, a Firenze.

I Del Pugliese
Erano qui nel Trecento “otto casette” di proprietà dei Serragli e, ai primi del Quattrocento, una casa dei Del Pugliese. Nel 1428 quest’ultima famiglia acquistò le precedenti, che erano già state riunificate, e procedette a trasformarle in un unico edificio, tanto che nella denuncia catastale del 1469, Piero di Francesco Del Pugliese poteva affermare che “di dette case ne ho fatte una”.

Vasari dà notizia che Piero di Cosimo aveva dipinto per una stanza di Francesco di Filippo Del Pugliese una serie di “storie di figure piccole, (…) cose fantastiche che egli in tutte quelle si dilettò a dipingere, e di casamenti e d’animali e d’abiti e di strumenti diversi, e altre fantasie che gli sovvennono per essere storie di favole”: si tratta delle singolari Storie dell’umanità primitiva, che la morte di Francesco furono vendute, forse per sopraggiunte difficoltà economiche e oggi sono tra il Metropolitan Museum New York o la National Gallery di Washington. Dell’epoca dei del Pugliese resta oggi uno stemma in facciata, accanto a quello Feroni: fasciato di sei pezzi di rosso e d’oro, al capo del secondo caricato di un leone nascente del primo. Alla metà del Cinquecento la proprietà, per successione ereditaria, fu divisa tra gli stessi Del Pugliese (che si ritirarono sul lato di borgo san Frediano) e i marchesi Botta, che qui riunirono una notevole collezione di opere d’arte, segnalata nella guida di Francesco Bocchi.

I Feroni
Dopo altri passaggi di proprietà che portarono la porzione dei Botta ai marchesi Coppoli di Perugia, nel 1748 Pierfrancesco Castelli acquistò le due porzioni riunificando il palazzo. Nel 1769 fu venduto infine al ricchissimo marchese Giuseppe Francesco Feroni, cugino di quel Francesco Antonio il Giovane che aveva acquistato un anno prima il palazzo Spini in sull’altra sponda dell’Arno.

Dalla fine del XVIII secolo la gestione poco oculata delle fortune portò a un graduale tracollo familiare: negli anni venti dell’Ottocento fu alienata la splendida villa Bellavista, e nel 1821, alla morte del marchese Ubaldo, anche il palazzo di via dei Serragli fu ceduto, ai Magnani, facoltosa famiglia di Pescia arricchitasi grazie allo sviluppo delle cartiere della zona, che fece del palazzo, grazie agli ingenti capitali profusi, un nuovo punto di riferimento per la Firenze del tempo.

Nel 1856, per via ereditaria, l’immobile passò agli Amerighi che lo conservarono fino al termine della prima guerra mondiale; successivamente parte della proprietà passò all’antiquario Salvatore Romano (1939) e successivamente ai suoi eredi. L’estensione del palazzo era ed è comunque tale che nel corso del tempo si registrarono presenze di molti illustri personaggi, tra i quali sono da ricordare nell’Ottocento almeno Lord Holland (che nei suoi appartamenti accolse per lungo tempo il pittore George Frederick Watts) e la scrittrice Luisa de la Ramé, nota con lo pseudonimo Ouida.

Il palazzo appare nell’elenco redatto nel 1901 dalla Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

Fonte testo e foto

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