[Firenze] Museo di Casa Martelli

Il Museo di Casa Martelli è unico nel suo genere; creato da una famiglia nobiliare nei secoli, ha un percorso espositivo ove si possono ammirare opere di: Piero di Cosimo, Luca Giordano, Domenico Beccafumi ed altri, insieme a sculture e arredi di epoca sette-ottocentesca.

La storia racconta che nel 1627 la proprietà degli edifici contigui si era riunita in seguito alle nozze tra i cugini Maria e il senatore Marco Martelli, che avevano anche aggregato eredità e titoli da vari rami familiari.

Marco, divenuto il capo carismatico della famiglia, ampliò le proprietà acquistando altri edifici contigui e tra il 1668 e il 1669 diede il via al primo importante intervento di riunificazione strutturale delle case lungo via della Forca (oggi via Zannetti), completato circa ottant’anni dopo ad opera dell’architetto Bernardino Ciurini.

Risalgono a quell’epoca gli affreschi del piano nobile e il prospetto col terrazzino in ferro battuto, che rappresentò una novità nel panorama delle balaustre in pietra di Firenze. Anche la porta finestra del balcone venne disegnata in maniera originale, con specchiature a trompe-l’oeil che simulavano uno spazio architettonico inesistente (la lunetta e l’ultimo scomparto della porta-finestra).

Nel 1738 Giuseppe Maria Martelli, arcivescovo di Firenze dal 1721, e il balì Niccolò Martelli promossero una nuova ristrutturazione del palazzo, che si concentrò sui saloni al piano nobile, decorati da vari artisti tra cui l’architetto Bernardino Ciurini, i pittori Vincenzo Meucci, Ferdinando Melani, lo stuccatore Giovan Martino Portogalli, il paesaggista Bernardino Minozzi.

Alla fine del Settecento Marco, figlio di Niccolò, riordinò in maniera sistematica la quadreria familiare, che perse l’originaria disposizione legata al principio della barocco varietas, in ossequio ai principi razionali e didattici di stampo illuminista, che comportarono la divisione delle opere per generi: paesaggi, battaglie, scene storiche, autoritratti.

Nello stesso periodo Marco commissionò a vari artisti, capeggiati da Tommaso Gherardini, alcuni affreschi a soggetto mitologico e celebrativo della famiglia, mentre Luigi Sabatelli decorò la volta dello scalone, dove vennero collocati in posizione preminente i due “gioielli” di famiglia: il David e lo stemma Martelli di Donatello, oggi entrambi al Museo del Bargello.

Nel corso del XIX secolo, al mutare dello scenario socio-politico ed economico dell’Europa, molte famiglie della vecchia aristocrazia entrarono in crisi, compresi i Martelli, che avviarono una progressiva dispersione della quadreria, frenata solo nel 1986 quando l’ultima erede, Francesca Martelli, scomparve donando il palazzo e tutti i beni di famiglia alla Curia fiorentina per via testamentaria.

Nel 1998 la Curia ha venduto il complesso allo Stato Italiano, dopo lo scioglimento dei nodi di un’altra eredità contesa, quella di Stefano Bardini.

Negli anni seguenti la Soprintendenza per il Polo Museale Fiorentino ha avviato un lungo progetto di restauro, catalogazione (curata inizialmente da Mina Gregori) e messa a norma, nella previsione dell’apertura come museo pubblico.

In quell’occasione è stato evidenziato come negli anni della gestione ecclesiastica (1986-1998) molto fosse andato disperso, soprattutto tra i beni di consumo presenti in casa (quasi azzerata la presenza di vasellame, scarsissimi gli abiti, nessuna biancheria della casa): se fra il patrimonio disperso ci furono anche beni di pregio è impossibile saperlo, vista l’assenza, all’epoca, di un inventario.

L’inaugurazione, più volte rimandata, ha avuto luogo il 22 ottobre 2009. Oggi è possibile visitare Casa Martelli su prenotazione e con visite guidate.

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