Il “chiostrino”, antistante la basilica della Santissima Annunziata a Firenze, non è un chiostro in senso stretto (non è al centro degli ambienti del monastero), ma piuttosto un atrio che ne ricorda le forme per i quattro lati porticati con archi a tutto sesto retti da colonne con capitelli corinzi e volte a crociera, che generano sulle pareti sedici lunette, di cui dodici affrescate. Il nome dell’ambiente deriva dagli ex voto che un tempo erano qui raccolti ed esposti. Si andava da quadretti a statue vere e proprie, di legno, di gesso decorate o di cera, che arrivarono a riempire ogni spazio disponibile, ma vennero tolti dalla sede e distrutti definitivamente nel 1785, sembra per suggerimento del granduca giansenista Pietro Leopoldo di Lorena.

L’architettura del cosiddetto “chiostrino” fu iniziata nel 1447 su disegno di Michelozzo. A partire dal 1460 ne fu avviata la decorazione ad affresco delle lunette, grazie alla sovvenzione delle offerte dei fedeli.

Nel corso dei secoli il Chiostro dei Voti subì diversi restauri. Leopoldo II di Toscana fece chiudere l’ambiente con una struttura di ferro e vetro, in modo da proteggere gli affreschi dalle intemperie. Restauri si sono susseguiti nel 1857, nel 1885 e nel 1912. A partire dal 1957 e fino al 1964-1965 si è proceduto allo stacco degli affreschi, che limitò, in un certo senso, i danni dell’alluvione del 1966. Un intervento di consolidamenmto della pellicola pittorica degli affreschi si è avuto nel 1980.

Nelle pareti vi sono affreschi pregiati che narrano le storie della Vita di Maria e quelle di Filippo Benizzi, uno dei santi padri dei Servi di Maria (morto nel 1285), propagatore del culto alla Vergine e dell’Ordine in Italia e al di là delle Alpi.

Fonte: Wikipedia

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