[Firenze] Spedale degli Innocenti

Lo Spedale degli Innocenti fu il primo brefotrofio specializzato d’Europa e una delle prime architetture rinascimentali al mondo, forse la prima in assoluto, su progetto iniziale di Filippo Brunelleschi. Lo Spedale era finanziato all’Arte della Seta, tramite il versamento obbligatorio di un contributo da parte dei suoi iscritti. Per la gestione era eletto uno “spedalingo”, affiancato da tre “operai”.

Nel 1448, a tre anni dall’apertura, i registri riportano 260 piccoli ospiti; nel 1560 erano diventati 1320 e nel 1681 più di tremila. Per garantire un sufficiente allattamento, gli spedalinghi ricorrevano spesso alla prestazione di donne di campagna, che ricevevano i bambini in fasce in balia. Già nel 1577 venne predisposto l’allattamento artificiale tramite l’acquisto di una vacca dalla Romagna, che produceva quattro fiaschi di latte al giorno, somministrato ai bambini tramite “certi bicchierini fatti apposta col pippio”.

I bambini potevano essere adottati, ma più di frequente venivano dati a famiglie affidatarie che li riconsegnavano all’età di sette anni. I maschi venivano istruiti con gli studi essenziali e poi erano mandati nelle botteghe a imparare un mestiere. Le femmine, invece, venivano spesso tenute nell’ospedale per curarne il funzionamento e per lavorare per l’Arte della Seta. Fino a 25 anni le ragazze vestivano di bianco, poi di azzurro e, al compiere dei 45, di nero.

I fanciulli abbandonati, potevano essere deposti in una pila, una sorta di conca simile a un’acquasantiera, situata sotto il porticato, sostituita successivamente da una “finestra ferrata”.

Nel 1660 la finestrella attraverso la quale venivano introdotti i piccoli abbandonati venne spostata all’estrema sinistra. Le madri disperate potevano così appoggiare i loro figli (i gittatelli), e suonare la campanella, facendoli entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano delle lettere o dei “segnali” di riconoscimento insieme ai neonati. Molto frequentemente si trattava di medaglie spezzate a metà, con le quali si sperava, presentando l’altra metà, di ottenere un ricongiungimento con i figli in tempi migliori. La notte del 3 giugno 1875 la ruota venne definitivamente murata.

Grande timore destavano le epidemie, che si cercava di evitare lavando i bambini con “aceti forti”. Nel 1756 fu effettuato nell’ospedale il primo esperimento in Italia di vaccinazione contro il vaiolo.

Uno spaccato della vita quotidiana nell’ospedale è testimoniato dall’affresco della Strage degli Innocenti di Bernardino Poccetti che in vecchiaia, dal 1610, si stabilì nell’ospedale con la moglie in cambio della decorazione ad affresco di alcuni locali.

Nella parte destra di tale affresco, conservato nel vecchio refettorio, si vede uno spaccato dell’edificio, con una donna, in fuga dalla strage, che sembra dirigersi per abbandonare il proprio figlio avvicinandosi al portico; all’interno si vedono i preparativi per il pranzo, la scuola e la preghiera davanti all’altare prima di coricarsi; in primo piano si vedono le balie che allattano i trovatelli sorvegliate da un’anziana priora, mentre all’estrema destra alcune bambine rendono omaggio al granduca Cosimo II venuto in visita, condotto dal priore Roberto Antinori e da tre dignitari tra i quali lo stesso Poccetti, in secondo piano.

Fonte

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Curiosità:
A Firenze i cognomi “Innocenti” o “Degl’Innocenti” o “Nocentini”, ancora molto diffusi, sono un retaggio del cognome dato anticamente ai trovatelli. A partire dal XIX secolo invece i trovatelli ebbero, sistematicamente, cognomi di fantasia – dati da parroci, ufficiali di stato civile o dallo scrivano degli Innocenti – per evitare che ne fosse palesata l’origine.
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Nota
Forse non tutti sanno che all’Ospedale di Careggi esiste una ruota moderna per lasciare i bimbi meno fortunati.

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