Firenze tra passato e nebuloso futuro

Firenze tra passato e nebuloso futuro

Fine anno, tempo di consuntivi, bilanci, propositi. Che cosa si lascia dietro Firenze e che cosa appare all’orizzonte del 2017 ormai imminente? L’ultima notizia importante del 2016 è arrivata proprio in questi giorni: il 30 e 31 marzo la città sarà sede del G7 della cultura. Visto che il capoluogo toscano era stato designato come possibile sede del G7, quello “vero”, che si terrà a Taormina a maggio, la scelta appare come una sorta di riparazione. L’occasione sembra comunque preziosa per la città, che sarà al centro delle cronache mondiali.

Anche se soltanto per due giorni.
Riguardo al futuro, invece, incombe un enorme punto interrogativo. Firenze è sì in evoluzione, è sì in trasformazione, ma è soprattutto in… compiuta. La città si trova a un bivio. Provare a diventare una piccola metropoli − come vorrebbero i suoi amministratori − o restare a misura d’uomo, come probabilmente vorrebbero gran parte dei suoi cittadini? Intanto brulica di cantieri, veri e virtuali.

I primi sono quelli della tramvia. Gli altri potrebbero partire a breve (o forse anche mai): tunnel del TAV (al maschile perché trattasi di treno), nuova pista dell’aeroporto, terza corsia autostradale della Firenze-Mare, inceneritore, Mercafir, nuovo stadio. Un business plan da paura. Anche perché, a parte il tunnel ferroviario, tutto il resto insisterebbe su un’area che va dalla periferia nord alla Piana tra Firenze e Sesto, che secondo molti non è in grado di reggere un tale urto.

Capire che cosa succederà è materia più da chiromanti che da urbanisti. L’unica certezza è che tutto questo movimentismo ha fatto nascere un certo numero di associazioni che si oppongono ai vari progetti, considerati troppo invasivi e inquinanti. Insomma, i cittadini di Firenze e zone limitrofe hanno ritrovato il senso di appartenenza che − in una città da sempre piuttosto sonnacchiosa e con tendenza a delegare − sembrava perduto. Una scoperta sorprendente, questa. Che a qualcuno non avrà fatto certo piacere. Ma che potrebbe rappresentare la vera novità di quest’anno che sta evaporando.

Per adesso, e in attesa degli eventi, buon 2017 Firenze!

Duccio Magnelli

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