Il palazzo originario risale alla fine del Duecento o agli inizi del Trecento, fatto edificare dalla famiglia Bombeni ed acquistato nella seconda metà del Quattrocento dai Minerbetti, un’antica famiglia pare di origine inglese, ramo secondario dei Becket, in fuga dal loro paese dopo l’uccisione dell’Arcivescovo di Canterbury Thomas A. Becket, già proprietari di altri edifici nella zona.

Negli anni trenta del Settecento fu ricostruita la scala e ristrutturata la terrazza in agolo con via del Parione; nel 1761 fu realizzata un’alcova e una cappella privata dall’architetto Pier Giovanni Fabbroni, con la decorazione ad affresco di Diacinto Fabbroni, il quale dipinse anche una tavola per l’altare con il Martirio di San Tommaso Beckett.

Il 2 luglio 1767 il palazzo ebbe l’onore di ospitare i Granduchi per assistere al Palio di San Giovanni Gualberto: nell’occasione venne riordinato il terrazzino togliendo un pergolato e sistemando drappi di preziose stoffe bianche e rosse foderate di color giallo oro.

Nel 1771 si estinse la famiglia e il palazzo passò ai Santini e successivamente ai Buonvisi Montecatini di Lucca. Nel 1886 si regolarizzarono le finestre al primo piano e nel 1906 quelle del secondo, dove fu anche ricostruita la cornice marcadavanzale, deteriorata dal tempo, abbassandola di circa 40 cm per eliminare i due scalini che servivano per affacciarsi alle finestre.

Nell’Ottocento venne adibito ad hotel (albergo del Pellicano e locanda d’Europa), funzione che conserva tutt’oggi agli ultimi piani.

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