In questo luogo esisteva il monastero di Sant’Antonio di Vienne, costruito alla metà del Cinquecento, che apparteneva ai cosiddetti frati del fuoco. Questi frati avevano come simbolo un Tau, rappresentato nello stemma dell’ordine con cui erano contrassegnate le abitazioni ad esso appartenenti. Dopo la sua soppressione nel 1775, il cenobio con le sue proprietà venne lottizzato e venduto. Al suo posto venne costruita, nell’Ottocento, la villa con giardino degli Strozzi-Ridolfi, che poi passò al mercante d’arte Alessandro Contini Bonacossi e a sua moglie Vittoria, i quali diedero il nuovo nome all’edificio e vi installarono la loro magnifica collezione. La coppia aveva un’altra villa sul lungarno Vespucci.

A villa Vittoria era installata la collezione d’arte antica al piano terreno e al primo piano, comprendendo alcuni sommi capolavori, quale la Pala della Madonna della Neve del Sassetta, anticamente nel duomo di Siena, una pala del Bramantino già nella collezione Trivulzio a Milano (Madonna col Bambino e otto santi), un trittico di Ugolino di Nerio e numerosissimi dipinti dal Due al Settecento (Agnolo Gaddi, Carlo Crivelli, Giuseppe Maria Crespi, Giovanni Paolo Panini, ecc.).

Pochi e scelti erano i pezzi di scultura, tra i quali spiccava il Martirio di san Lorenzo, marmo del Bernini, mentre cospicuo era il numero di rari mobili rinascimentali, maioliche, vetri e arazzi.

Allestita secondo i criteri museografici teorizzati da Wilhelm von Bode, la raccolta era frutto delle doti non comuni di conoscitore d’arte, unite a un senso pressoché infallibile nel riconoscere la qualità, pur non avendo alcuna preparazione accademica.

Il secondo piano ospitava invece l’abitazione di famiglia, con mobili disegnati da Giò Ponti, dipinti di Ottone Rosai, Primo Conti, Filippo De Pisis, Mario Sironi, Arturo Tosi, Carlo Carrà, Alberto Martini, Marino Marini, Giorgio Morandi, Giovanni Michelucci. Vi era ospitata inoltre una fototeca.

Gli eredi non mantennero le volontà dei coniugi di donare la collezione allo stato o comunque mantenerla integra. Dal 1969 una selezione di opere finiva agli Uffizi, mentre la maggior parte dei lavori veniva venduta. Villa Vittoria era stata alienata nel 1965 e la collezione nel frattempo trasferita.

Il complesso venne valorizzato con la creazione del centro congressi dal 1965 al 1974. In quell’occasione vennero costruiti il palazzo dei Congressi e il palazzo degli Affari, al bordo del parco, ad opera di Pierluigi Spadolini e P. Felli tra gli altri.

Venne creato un grande complesso fieristico-congressuale, gestito da un unico referente dall’inizio degli anni ’90 (il Florence Convention Bureau), che comprende anche la Fortezza da Basso e che è stato ulteriormente amalgamato con la creazione del piazzale Bambine e Bambini di Beslan.

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.