Gesuiti, La spiritualità dell’ordine

gesuiti3La spiritualità della Compagnia si fonda sugli Esercizi spirituali ignaziani. Gli elementi fondamentali degli Esercizi sono la contemplazione della vita di Gesù, l’accoglimento della chiamata alla sequela di Cristo fattosi servo per noi, lo sforzo ad assomigliare sempre più a Gesù nella vocazione personale al servizio della Chiesa. Secondo gli Esercizi l’imitazione di Gesù implica l’assoluta povertà (solo i collegi erano autorizzati ad avere rendite fisse), l’abbandono alla volontà di Dio (manifestato nell’assoluta obbedienza ai superiori perinde ac cadaver, ovvero come un cadavere), l’umiltà, la sopportazione paziente di umiliazioni e offese, della croce e delle persecuzioni.[128] In reazione alla diffusione del giansenismo, che negava il valore di ogni devozione e proponeva un regime di vita spirituale rigoroso, arcigno e arido, i gesuiti si fecero propagatori della calda e confortante devozione al Sacro Cuore di Gesù, che poneva l’accento sulla centralità dell’amore di Dio come chiave della storia della salvezza.
Fu il gesuita Claude La Colombière, direttore spirituale delle monache della Visitazione di Paray-le-Monial, a diffondere della pratica dei primi nove venerdì del mese, ispirata, secondo la tradizione, da Gesù stesso alla visitandina Margherita Maria Alacoque. Nella visione di Gesù che Margherita Maria affermò di aver ricevuto il 2 luglio 1688, infatti, il Cristo avrebbe indicato i gesuiti come speciali propagatori della devozione al suo cuore e avrebbe chiamato La Colombière “servo fedele e perfetto amico”.[129]
In stretta connessione alla devozione al Sacro Cuore, a opera del gesuita François-Xavier Gautrelet, nel 1844 nacque in Francia l’Apostolato della preghiera, i cui aderenti si impegnano ad offrire giornalmente preghiere e azioni al Sacro Cuore in spirito di riparazione dei peccati dell’umanità. Il gesuita Henri Ramière fondò il periodico Messaggero del Sacro Cuore, che nel 1912 veniva pubblicato in ventisei lingue diverse.[130]
Gli Esercizi e la devozione al Sacro Cuore dimostrano il carattere cristocentrico della spiritualità gesuita.[131]
Numerosi appartenenti all’ordine sono stati elevati agli onori dell’altare: il fondatore,[132] i missionari Francesco Saverio e Pietro Claver, i teologi Pietro Canisio e Roberto Bellarmino, i giovani scolastici Luigi Gonzaga,[133] Stanislao Kostka e Giovanni Berchmans, il superiore Francesco Borgia, il provinciale e principale restauratore della Compagnia Giuseppe Pignatelli, i predicatori Giovanni Francesco Régis, Bernardino Realino e Francesco De Geronimo, i martiri Paolo Miki e Giovanni de Brébeuf.

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