Giovanni da Verrazzano scopritore baia New York

Giovanni da Verrazzano scopritore baia New York

Figlio di un colto e agiato commerciante, Giovanni da Verrazzano nacque a Firenze (secondo alcuni, invece, a Val di Greve) intorno al 1485. Suo padre si chiamava Piero Andrea, sua madre Fiammetta Cappelli. Aveva quattro fratelli: tre maggiori di lui (Bernardo, Nicolo’, Piero) e uno (Gerolamo) più giovane. Bernardo, il primogenito, ebbe il bernoccolo degli affari e divenne socio di Buonaccorso Ruccellaì, banchiere in Roma, assieme al quale prese in affitto, nel 1551, il palazzo Albertini (attualmente palazzo Cicciaporci‑Sennì) in via del Banco di Santo Spirito.

Il secondogenito Nicolo’ si distinse nella politica e fu alle dipendenze della Signoria fiorentina nel 1530 e nel 1539. Del terzogenito Pietro non si sa nulla. Dell’ultimo genito Gerolamo, invece, è noto che fu un ottimo cartografo e un intrepido compagno di viaggio e d’avventure del più famoso fratello maggiore.

Giovanni dedicò gli anni della giovinezza a lunghi e intensi studi d’ogni genere, umanistici e scientifici, tanto da meritarsi la fama di uomo dotto in omni re scibili. Poi, non si sa come, si fece marinaio e navigò per parecchi anni nel Mediterraneo, visitando i paesi rivieraschi. Divenne così un capitano di grande esperienza e reputazione. Ciò gli valse di essere chiamato un giorno in Francia a capeggiare la spedizione atlantica che lo avrebbe poi reso famoso. Accadde nei primi mesi dell’anno 1523. La notizia che nel Settembre dell’anno precedente era arrivata a San Lucar la «Victoria » (unica nave superstite della flotta di Magellano e prima che avesse compiuto il giro del mondo) aveva ridestato l’invidia di tutti gli stati europei e stimolato l’interesse di ciascuno di essi a cercare un’altra rotta, possibilmente più breve, per l’India e i paesi delle spezie. Così avvenne che la spedizione di Giovanni da Verrazzano, benché ufficialmente privata e finanziata da privati, fu incoraggiata e favorita ufficiosamente dallo stesso re di Francia Francesco I, accanito e geloso rivale del monarca spagnolo.

Nell’estate del 1523 una flotta di quattro navi, al comando del Verrazano, fu pronta a prendere il mare dalle coste della Normandia, diretta a nord‑ovest, seguendo la rotta conosciuta dai pescatori bretoni e normanni verso la terra di Bacalao. Purtroppo questo primo tentativo era destinato a fallire: colte nell’Atlantico da una terribile tempesta, le quattro navi si dispersero e due soltanto, la « Normandie » e la « Dauphine », riuscirono a rifugiarsi in un porto della Bretagna ove dovettero essere sottoposte a lavori di riparazione. Alcuni compagni del Verrazzano, demoralizzati dal disastro, rinunciarono all’impresa. Lui, però, non si perse d’animo, Con le due navi superstiti, alla fine dell’anno salpò per una rotta assai più meridionale, dirigendo sulle coste iberiche.

Ma le tempeste del golfo di Biscaglia lo separarono ben presto dalla « Normandie », che non doveva più rivedere. Rimasto con la sola «Dauphine », una caravella d’un centinaio di tonnellate, dopo essersi fermato a riparare sommariamente le avarie in un isolotto deserto presso Madera, si avviò finalmente verso ovest la mattina del 17 gennaio 1524 con « cinquanta uomini forniti di vettovaglie, armi et altri strumenti bellici e munitioni per otto mesi ».
Il ponte intitolato a Verrazzano che collega le due rive della baia di New York, da Brooklin a Staten Island. Inaugurato il 21 novembre 1964, questo ponte è fra i più lunghi del mondo: 4.800 metri.

Il 10 febbraio la « Dauphine » aveva percorso 800 leghe, pari a 3.200 miglia, senza incontrare gravi difficoltà. Ma due settimane dopo, il 24 dello stesso mese, verso le quattro del pomeriggio, mare e cielo si scatenarono in una furiosa tempesta. Fortunatamente la nave ne uscì indenne e poté continuare la sua rotta a ovest, successivamente modificata piegando leggermente a nord.

Dopo oltre 1.200 miglia, il 7 marzo il litorale americano era visibile all’orizzonte: « ne apparse una nuova terra mai più da alcuno antico e moderno vista ». Giovanni da Verrazzano calcolò di trovarsi a 34° di latitudine nord, cioè sulle coste dell’attuale Carolina settentrionale, verso Wilmington, nei pressi di Cape Fear.

Di lì ripartì per risalire verso nord le coste atlantiche dell’America e poi quelle dell’attuale Canada. Durante questo viaggio entrò nella grande baia dell’Hudson (la stessa dove più tardi sarebbe sorta NEW YORK ), battezzandola baia di Santa Margherita in omaggio alla sorella di re Francesco I.

In questi remoti lidi, abitati da rozzi aborigeni, tentò di catturare una fanciulla per farne omaggio al re di Francia: « una giovane di anni 18 in 20… di molta bellezza et d’alta statura ». Ma la ragazza si ribellò con ogni sua forza, spregiando i doni che via via le venivano offerti: « tutto renuntiava et con ira a terra gittava ». C’era bensì una vecchia, « la quale con gran gusto mangiava le nostre vivande ». Ma fu, ovviamente, trascurata. I marinai francesi si adattarono allora a portare a bordo soltanto un bambino di otto anni, come campione delle popolazioni di questa parte del Mondo Nuovo. Il piccolo sarà offerto in dono a Francesco I. La « Dauphine » fece ritorno in Normandia ai primi di luglio del 1524 e

Verrazzano scrisse una lunga e dettagliata relazione del suo viaggio, che solo oltre quattro secoli dopo venne accettata per valida, consentendo di valutare in pieno il valore della sua impresa. Tre anni dopo, pur nelle poco liete vicissitudini politiche che allora attraversava la Francia, fu organizzata una seconda spedizione da un consorzio presieduto dall’ ammiraglio Chabot.

Una flotta di cinque navi, al comando del Verrazano partì ai primi del 1528, sempre alla ricerca di un passaggio per l’Asia, ma questa volta attraverso l’America Centrale. Da questa seconda spedizione Giovanni da Verrazzano non fece più ritorno. Secondo una tradizione, non del tutto accettata dalla critica moderna, sarebbe stato ucciso e divorato dagli indigeni di un’isola del Darièn. Testimone dell’orrrendo fatto sarebbe stato addirittura il fratello Gerolamo, che riuscì miracolosamente a salvarsi.

Fonte

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Steven Sora nel suo bel libro “La Colonia perduta dei Templari” pone l’accento sulla spedizione del 1524 di Giovanni da Verrazzano che, partito alla volta dell’America, ufficialmente per trovare una via per la Cina, aveva il compito di mettersi in contatto con una precedente colonia templare fondata da Henry Sinclair alla fine del XIV secolo, quindi ben prima di Colombo, al quale Colombo, secondo alcuni genealogisti, sarebbe stato imparentato attraverso la moglie. (Fonte)

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Massoneria

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