Guerra degli Otto Santi in Firenze

Guerra degli Otto Santi in Firenze

Nel 1375 i legati pontifici stavano ri-assoggettando i territori dello Stato della Chiesa in vista di un imminente ritorno del papa a Roma da Avignone. L’Italia non si era ancora ripresa dallo choc della peste nera del 1348 e ancora ne subiva ciclicamente le conseguenze con ondate residue di epidemia, carestia e stagnazione economica dovuta alla mancanza di manodopera.I legati pontifici, tutti di origine francese e mal visti dalla popolazione locale, erano alle prese con altri problemi a Bologna, quando giunse da Firenze la richiesta di grano che il cardinale nella città emiliana Guglielmo di Noellet declinò seccamente. L’azione venne interpretata come un tentativo di indebolire Firenze prima di provare a conquistarla, aggravata dall’ingresso delle truppe di Giovanni Acuto nel territorio fiorentino (sebbene il legato si affrettasse a smentire che il condottiero inglese fosse ancora al soldo della Chiesa).

A Firenze venne creata una magistratura apposita degli Otto della Guerra con Alessandro Bardi, Giovanni Dini, Giovanni Magalotti, Andrea Salviati, Guccio Gucci, Tommaso Strozzi, Matteo Soldi e Giovanni Moni. Coluccio Salutati, cancelliere della Repubblica fiorentina, inviava infuocate lettere ai romani perché si ribellassero. Nel 1376 si unì alla lega Bologna, fortemente sovvenzionata da Firenze a ribellarsi: a scopo dimostrativo Giovanni Acuto compiva pochi giorni dopo l’eccidio di Faenza. Fu allora (31 marzo 1376) che papa Gregorio XI decise di scomunicare i fiorentini dichiarando decaduto qualsiasi credito verso di loro ed iniziando con lo scacciare seicento di loro da Avignone confiscando tutti i loro beni.

La contromossa dei fiorentini fu quella di iniziare a chiamare gli otto magistrati della guerra “Otto santi”, a sottolineare la legittimità morale delle loro rivendicazioni.

Nel frattempo il papa aveva assoldato la compagnia dei Brettoni, famosi per la loro ferocia, che mosse l’assedio contro Bologna prima di dirigersi, secondo i progetti, su Firenze. L’assedio di Bologna si risolse con un atto simbolico, la sfida a duello tra i mercenari stranieri e gli italiani Betto Biffoli e Guido d’Asciano.

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