I Cavalieri del Tau

L’abitato di Altopascio (o Teupascio, nella denominazione originaria) sorse nella seconda metà dell’anno Mille nei pressi di Lucca il centro più importante, lungo la Via Franchigena, del viaggio italiano verso Roma. Questa strada, attraversando le Fiandre, Francia, Svizzera ed Italia, permetteva ai pellegrini dell’Europa settentrionale di giungere alla capitale della cristianità. Il paese divenne ben presto sede di un ospedale, ritenuto all’avanguardia per l’epoca, creato appositamente per prestare soccorso e cure mediche a chi attraversava questi luoghi. Inoltre dal maestoso campanile della chiesa una campana, detta La Smarrita, suonava un rintocco ogni mezz’ora durante la giornata, mentre al calar del sole il suono veniva cadenzato per un’ora per richiamare al castello quanti l’oscurità aveva colto di sorpresa nel folto del bosco. I pellegrini venivano accolti nella Magione di Altopascio. Nella mensa comune erano ospitati indistintamente poveri e ricchi, cui era offerto un pasto caldo, degno di questo nome, che divenne famoso con l’appellativo di Calderone. Come tale esso venne ricordato anche in una novella del “Decamerone” di Boccaccio.

Secondo la tradizione questo gruppo di benefattori, formato da alcuni nobili uomini di Lucca, ben presto si costituì ordine Ospitaliero, detto dei “frati di San Jacopo d’Altopascio”, e nell’aprile del 1239 fu ufficializzato da papa Gregorio IX, che gli diede anche una Regola. Come segno distintivo essi indossavano tonaca e mantello di colore scuro, sul quale era presenta una croce taumata di colore bianco, come simbolo di operosità e carità cristiana. Poiché, inoltre, a causa della pericolosità dei luoghi che circondavano il borgo, infestati da briganti e malfattori di ogni genere che cercavano di approfittare dei pellegrini, alcuni di questi frati furono costretti ad indossare la spada, e da allora furono meglio conosciuti come Cavalieri del Tau. Nel tempo i laici sostituirono i religiosi, poi a partire dal 1082 essi ottennero sempre più privilegi dai pontefici e le loro “obedientiae”, ossia le case dipendenti, divennero sempre più numerose e si diffusero tanto in Italia, quanto in Francia, Spagna e Inghilterra. Una delle più famose di queste Obbedienze fu quella di Parigi, fondata nel 1180, che traeva il nome dalla casa madre; ancora oggi esiste la parrocchia di St. Jacques du Haut-Pas.

Il declino di quest’ordine religioso-cavalleresco iniziò nel XIV secolo anche a causa del trasferimento della sede del papato ad Avignone, che provocò una riduzione dei traffici verso Roma. L’ordine fu soppresso definitivamente nel 1587 per opera di papa Sisto V, ed i suoi beni furono ceduti alla Milizia di Santo Stefano creata nel Granducato di Toscana.

I Cavalieri Templari

La croce taumata fu adottata simbolicamente anche dall’ordine dei Cavalieri Templari, specialmente nel primo periodo del loro sviluppo. Gli scudieri Templari avevano una Tau rossa cucita sul mantello, che diventava croce patente intera al momento del passaggio al grado di Cavaliere. Il Tau è l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico e significa il compimento della Creazione, l’individuo in cui inizia la seconda parte dell’Opera, il Principio che conclude la Sintesi; si riferisce parimenti al Pane quotidiano e al Verbo Divino, cioè alle necessità fisiologiche e all’elevazione spirituale in osservanza della Parola evangelica: “l’uomo non deve vivere di solo pane ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio”. Secondo alcune interpretazioni esso indica un tesoro, oppure il luogo dove esso giace sepolto. Ma più semplicemente si può pensare che esso sia stato adottato dall’Ordine come duplice richiamo sia alla Croce, sia alla lettera “T” iniziale di Templum, ossia “Tempio”. Come simbolo templare lo si ritrova talvolta raffigurato in emblemi o stemmi posti sui palazzi o sulle chiese delle loro antiche commanderie. Un significativo esempio, recensito in questo sito, lo ritroviamo a Viterbo, nei pressi della chiesa di S. Maria in Carbonara, su uno stemma scolpito posto all’esterno dell’antica mansione, oggi trasformata in ristorante.

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