I Cavalieri di Malta: la storia ci aiuta a capire i dubbi

I Cavalieri di Malta: la storia ci aiuta a capire i dubbi

Quando negli eventi religiosi, l’autorità ecclesiale si oppone alla partecipazione di un Cavaliere di Malta non appartenente allo SMOM, arrivano in redazione lamentele, critiche, domande. Ebbene cerchiamo di capire chi sono i Cavalieri di Malta per poi dare un volto all’Ordine o agli Ordini che sono presenti in Italia, con particolare attenzione a quelli che sono legalmente riconosciuti dallo Stato Italiano. L’Ordine dei Cavalieri ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme nel 1530 cambiò nome in “Ordine di Malta” quando, il 26 ottobre, fra’ Philippe Villiers de L’Isle-Adam, Gran Maestro dell’Ordine, insieme con i suoi cavalieri, giunse a Malta per prendere possesso dell’isola, ceduta in feudo dall’imperatore Carlo V.

Ma chi erano i Cavalieri di Malta ? Quella dei Cavalieri Ospitalieri o Ospedalieri, nati come Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, quindi conosciuti come Cavalieri di Rodi e in seguito come Cavalieri di Malta, è una tradizione che inizia come ordine ospedaliero benedettino intorno alla prima metà dell’XI secolo a Gerusalemme e divenuto, in seguito alla prima crociata, un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto a cui fu affidata la cura e la difesa dei pellegrini diretti in Terra santa. In seguito alla perdita dei territori cristiani in Terrasanta, l’Ordine si rifugiò brevemente a Cipro e poi a Rodi, su cui estese la propria sovranità, e successivamente a Malta con lo stato di vassallo del re di Sicilia. Si può dire che l’ordine medioevale sia giunto ad un termine a seguito della sua espulsione da Malta da parte di Napoleone (1798).

A questo punto inizia la confusione fra la paternità, l’originalità, l’unicità, ecc. Il gruppo perse un gran numero di possedimenti in seguito all’ascesa del Protestantesimo ma sopravvisse a Malta. La proprietà del ramo inglese fu confiscata nel 1540. Nel 1577 il balivo tedesco di Brandeburgo divenne Luterano, ma continuò a pagare i propri contributi finanziari all’Ordine, fino a che il ramo prussiano fu convertito in un ordine onorifico dal re di Prussia nel 1812. Il Johanniter Orden fu restaurato come Ordine prussiano dei Cavalieri Ospitalieri nel 1852 con il nome di Ordine di San Giovanni del Baliaggio di Brandeburgo. La loro roccaforte mediterranea di Malta venne espugnata da Napoleone Bonaparte nel 1798, nel corso della sua spedizione in Egitto. Napoleone spogliò l’Ordine di molti dei tesori conservati sull’isola per finanziare la sua spedizione ma non poté usufruirne poiché la nave che trasportava gran parte del bottino fu affondata meno di due mesi dopo dall’ammiraglio inglese Orazio Nelson alla battaglia del Nilo. Con la resa senza condizioni (12 giugno 1798) del Gran Maestro Fra’ Ferdinand von Hompesch, iniziò l’esilio dei Cavalieri in tutto il mondo, sia presso i Priorati esistenti, che presso regnanti e nobili amici. Questi si trasferirono in Italia, Spagna, Polonia, Germania, Inghilterra e persino nelle Americhe, mentre la maggior parte tra Cavalieri di ogni grado e Luogotenenti, si trasferirono in Russia.

In particolare si possono ricostruire queste migrazioni:
in Italia sotto la protezione di papa Pio VII;
in Spagna sotto la protezione di Carlo IV della casa reale di Borbone;
in Inghilterra sotto la protezione di Giorgio III della casa reale di Hannover;
in Russia sotto la protezione dello zar Paolo I (che ne divenne anche Gran Maestro), prima e poi, alla sua morte dal figlio, lo zar Alessandro I e quindi dai suoi eredi nel tempo;
negli Stati Uniti sin dal 1794, a seguito del trattato di alleanza e di reciproco riconoscimento di Malta con gli Stati Uniti d’America, firmato dal presidente James Monroe (si registrano numerosi Luogotenenti dei Cavalieri nelle Americhe agli inizi dell’Ottocento).
Sotto un profilo storico-giuridico, si potrebbe affermare che, con la “fuga” da Malta, l’Ordine si sia scisso, avendone diritto di continuità sia i Priorati esistenti (nei quali vi era un Vescovo delegato dal Papa o un Luogotenente abilitato alle investiture dei cavalieri dal Gran Maestro) che quanti erano abilitati appunto alle investiture precedentemente (come nelle Americhe).

La storia quindi chiarisce chi erano i Cavalieri di Malta e chi sono oggi, poiché i pochissimi cavalieri dell’Ordine che continuarono ad operare in Italia e Spagna intrapresero negoziati con le potenze europee per il ritorno sull’isola.

Lo zar di Russia Paolo I, giacché era stata istituito il Gran Priorato Russo dal Gran Maestro Emanuele De Rohan – Polduc (1797) a San Pietroburgo, concesse asilo a tutti i Cavalieri che erano “esiliati” appunto in questa città (circa 400) e questa fu la continuazione dell’Ordine in terra Russa con il riconoscimento all’interno degli Ordini Imperiali russi. Nel contempo, i Cavalieri dei Priorati europei deposero il Gran Maestro Ferdinand von Hompesch ed elessero in sua vece lo zar Paolo I con l’approvazione del Papa che era preoccupato dello strapotere di Napoleone (vedi il saggio “CAVALIERI DI MALTA” di Roger PEYREFITTE dove lo storico francese adombra il fatto che lo ZAR, pur di mantenere il Gran Magistero, abbia abiurato la fede ortodossa a favore di quella cattolica).

I Cavalieri appartenenti alla Lingua spagnola, non accettarono l’elezione a Gran maestro dello Zar Paolo I e si nominarono un altro Gran Maestro nella persona del Re di Spagna, Carlo IV. Da questa scissione nacque l’Ordine Reale dei cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme che tuttavia nel 1885, con la rinuncia all’esercizio del Gran Magistero di questo Ordine da parte del Re Alfonso XII, rientrò nell’Ordine di Malta con Gran Magistero a Roma. Un altro Ordine di ispirazione melitense era però sorto in Spagna nel 1833, in seguito alla guerra civile che vide contestare l’ascesa al trono da parte della Regina Isabella II, un gruppo di Cavalieri costituì un Ordine autonomo denominato Ordine Reale dei Cavalieri Ospedalieri di San Giovanni Battista i cui statuti furono approvati nel 1876 dal Re Alfonso XII, il quale assunse il titolo di Gran protettore, e poi da papa Leone XIII nel 1880 e che esiste tuttora.

Dopo l’assassinio di Paolo I nel 1801, un nuovo Gran Maestro cattolico venne nominato a Roma nel 1803. Nei primi anni dell’Ottocento, l’Ordine era stato notevolmente indebolito con il trasferimento di alcuni Luogotenenti nelle Americhe e con l’adesione ad altri Ordini Cavallereschi cui confluivano alcuni Priorati in Europa. Soltanto il 10% dei guadagni dell’Ordine proveniva dalle fonti tradizionali Europee, con il rimanente 90% che proveniva dal Gran Priorato Russo di San Pietroburgo cui la Casa Romanov continuava a proteggere (1810).
Mentre lo Zar rimaneva autonomo appunto nelle investiture di Russia, da altre parti tali situazioni si riflettevano nel governo dell’Ordine, la cui guida era stata degradata al rango di Luogotenente piuttosto che di Gran Maestro nel periodo dal 1805 al 1879, quando papa Leone XIII restaurò l’Ordine, autorizzando l’elezione di un nuovo Gran Maestro. L’evento sottolineò il ripristino delle fortune dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme come organizzazione umanitaria e cerimoniale.

Nel 1834, l’Ordine si stabilì nella sua attuale sede sull’Aventino, a Roma. Il nome dell’organizzazione allora ripristinata fu quello di Sovrano Militare Ordine di Malta. Il Venerabile Ordine di San Giovanni di Gerusalemme venne riconosciuto dal Sovrano Ordine Militare di Malta (SMOM), soltanto nel 1963.

Allora per quale motivo oggi quando ci sono delle feste religiose si fanno delle differenze fra i cavalieri di Malta, se pur essi sono tutti discendenti dallo stesso ceppo ?

La risposta è nella storia, cioé in ciò che è accaduto ed in quello che sono i fatti di cronaca. Cosa intendiamo dire ? Semplicemente che lo SMOM (i Cavalieri rimasti in Italia) sono sotto la protezione della Chiesa Cattolica. Discende dal Gran Maestro Fra’ Ferdinando von Hompesch. Questi “abdicò” a favore dello Zar Paolo I e, alla sua morte, Fra’ Bartolomeo Ruspoli fu nominato Gran Maestro da Papa Pio VII) e, dopo di lui, fu il turno di Fra’ Giovanni Battista Tommasi, il quale stabilì la sede dell’Ordine a Messina (1803).

Quando leggiamo che un “Ordine non è riconosciuto” che cosa vuol dire ?  Il “non riconosciuto” si dovrebbe intendere nel non protetto dallo Stato Vaticano. Infatti vi sono ordini dinastici tradizionalmente cattolici che sono riconosciuti da Stati Sovrani (quali l’Italia), in quanto facenti parte del patrimonio onorifico di dinastie un tempo sovrane. Tali Ordini devono essere (e possono essere) riconosciuti come Ordini Cavallereschi / Onorificenze.

Quindi, la domanda che molti lettori ci hanno rivolto e che giriamo al Vaticano, è la seguente:“Per quale motivo si preclude la possibilità di far partecipare un cattolico ad una festa religiosa, in quanto egli non è un Cavaliere di Malta SMOM?

 

NOTA
Se chi legge è un esperto storico dei Cavalieri di Malta, ci fornisca documentazione che la valuteremo per la pubblicazzione, in aggiunta o in modifica di quanto è presente in questo articolo. Grazie.

7 commenti

  1. Non si capisce il motivo per il quale un Cavaliere di Malta non dello SMOM viene allontanato dalle funzioni religiose come se fosse un appestato: eppure tra i cristiani non vi è nessuna distinzione di razza (Galati 3,28), e viene loro insegnato a portare l’evangelo a tutti, e che Gesù è ricco verso tutti quelli che lo invocano, secondo quanto dice Romani 10,9-17.

    Due pesi e due misure ?

  2. Sotto il termine Cristianesimo sono raggruppate chiese molto diverse tra loro e, a volte, in polemica tra loro: secondo il World Christian Trends (2001) i cristiani sono complessivamente il 33% degli abitanti del globo e sono così divisi: cattolici 17,5%; protestanti 5,6%; ortodossi delle varie chiese (russa, greca, armena) 3,6%; anglicani 1,3%; copti e altri (battisti e pentecostali in ascesa) 5,0%.
    Attualmente il Cristianesimo è la religione più diffusa al mondo, con circa 2,1 miliardi di fedeli[5] (1 miliardo di cattolici, 500 milioni di protestanti, 470 milioni di evangelici pentecostali nel solo 2005, dati forniti dal CESNUR), 240 milioni di ortodossi, e 275 milioni d’altri), davanti all’Islam, tra 900 milioni e 1,4 miliardi, e all’Induismo, tra 850 milioni e un miliardo.

  3. uno dei nove decreti prodotti dal lavoro conciliare dei vescovi, assistiti dai consulenti teologici, è dedicato specificamente all’ecumenismo: Unitatis Redintegratio (Il ristabilimento dell’unità), del 21 novembre 1964.
    Il decreto definisce il movimento ecumenico quale:
    « l’insieme di attività e iniziative che, a seconda delle varie necessità della Chiesa e opportunità dei tempi, sono suscitate e ordinate a promuovere l’unità dei Cristiani. »
    (Unitatis Redintegratio, 4).

    È dunque fondamentale e preliminare la corretta conoscenza reciproca che elimini errori e fraintendimenti, affinché siano ricercate
    « l’equità e la verità, la concordia e la collaborazione, la carità fraterna e l’unione, cosicché per questa via a poco a poco, superati gli ostacoli frapposti alla perfetta comunione ecclesiastica, tutti i cristiani, nell’unica celebrazione dell’Eucarestia, si riuniscano in quella unità dell’unica Chiesa, che Cristo fin dall’inizio donò alla sua Chiesa. »
    Perché tutti i cristiani percepiscano di condividere gli stessi valori, è indispensabile che
    « i cattolici con gioia riconoscano e stimino i valori veramente cristiani, promananti dal comune patrimonio, che si trovano presso i fratelli separati. »

    Se un Cavaliere di Malta è ecumenico, non può appartenere allo SMOM ?

  4. Se un cristiano cattolico cavaliere di malta di uno altro ordine (ovviamente riconosciuto dallo Stato Italiano), durante un evento religioso viene allontanato come un appestato, la Chiesa (inteso il Vaticano) verrà derisa e ci saranno defezioni in massa poiché i cattolici e credenti avranno la dimostrazione di quello che gli atei scrivono da sempre.

  5. Quegli Ordini che si definiscono “Cristiani” dovrebbero ricordare le tre divisioni principali della Cristianità le quali sono il Cattolicesimo, l’Ortodossia orientale e il Protestantesimo. Esistono anche altri gruppi cristiani che non rientrano in queste tre categorie principali. I gruppi cristiani si distinguono per differenti dottrine e pratiche. La maggior parte dei cristiani (cattolici, ortodossi, anglicani e la maggior parte dei protestanti) condividono il Credo niceno. Le chiese cristiane possono essere classificate in diversi modi. Una suddivisione abbastanza semplice è quella che distingue le chiese occidentali da quelle orientali. Un’altra possibile classificazione cronologica è quella basata sui Concili ecumenici riconosciuti e sugli scismi a essi successivi. Il concilio ecumenico è una riunione solenne di tutti i vescovi della cristianità per definire argomenti controversi di fede o indicare orientamenti generali di morale. L’etimologia del termine risale a ecumene, la “casa dove tutti viviamo”. (Wikipedia)

  6. Quei sacerdoti, Cardinali o Vescovi che allontanano un Cavaliere di Malta non dello SMOM abiurano il nome santo di Gesù e dovrebbero ricordare che sono un pessimo esempio di fede cattolica e cristiana. Non lamentatevi se poi la gente smette di credere ed andare in Chiesa: la colpa è di coloro che si comportano in modo ostile verso altri fratelli! Vergogna.

  7. Quando un Cavaliere di Malta SMOM o di altri Ordini collegati al Vaticano non accettano altri cavalieri cristiani/cattolici, bisognerebbe ricordagli SEMPRE che cosa vuol dire Ecumenismo, ovvero il movimento che tende a riavvicinare e a riunire tutti i fedeli cristiani e quelli delle diverse Chiese. Il punto di partenza è la comune fede nella Trinità: in Dio Padre, in Gesù Cristo Figlio e in Dio Spirito Santo.

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