Il fiore, chiamato anche orchidea dei poveri, ha origini antichissime e raccoglie circa duecento specie di piante della famiglia delle Iridacee, il cui fiore è comunemente conosciuto anche con il nome di giaggiolo. Il nome del genere deriva dalla parola greca Iris che significa arcobaleno. Gli fu assegnato da Teofrasto e mantenuto da Linneo. Al giorno la maggior parte dei floricoltori suddividono gli iris in due grandi categorie: a bulbo ed a rizoma o radice fibrosa, a cui appartengono la maggior parte delle specie presenti sul nostro territorio.

L’iris è un pianta ricca di storia e simbolismi poiché da sempre è stata apprezzata in tutte le civiltà. Affreschi raffiguranti degli iris sono stati rinvenuti presso le mura del tempio di Amon a Karnak (l’antica Tebe) in Egitto, e nel giardino botanico del faraone Tuthmosis III (1516 -1426 a.C). Si narra che le prime specie di iris furono trasportate in Egitto dal faraone, dalla Siria.

Gli antichi greci identificavano l’iris con Iride la messaggera degli Dei, ancella di Era, la quale era il tramite che consentiva agli uomini di ricevere i messaggi degli Dei. Secondo la mitologia Iride per scendere tra gli uomini scivolava sull’arcobaleno (da qui la genesi del nome).

L’iris fu lo stemma di Clodoveo I (466 – 511) re dei Franchi Sali, secondo sovrano storicamente accertato della dinastia dei Merovingi, che lo fece raffigurare su bandiere, scudi, armature e arazzi, dopo avere ricevuto questo fiore in sogno da un angelo, che gli era comparso per onorare l’evento della sua conversione al cristianesimo, avvenuta dopo la vittoria della battaglia di Tolbiac nel quale il sovrano ed il suo esercito cacciarono gli alemanni dall’alto Reno, nel 496.

E’ noto che lo stemma della città di Firenze e di Luigi VII sia un giglio ma in realtà originariamente in entrambi i casi doveva trattarsi di un iris.

Secondo numerosi dati storici, infatti, Luigi VII aveva deciso di inserire un iris nel suo stemma reale, per questo motivo però il fiore fu chiamato fleur de Louis (fiore di Luigi), purtroppo la sua pronuncia è molto simile a fleur de lys che vuol dire giglio e probabilmente per questa ragione nel corso degli anni i due nomi furono confusi e lo stemma di Luigi VII divenne il giglio.

Stessa sorte accadde allo stemma della città di Firenze. Nel 1954 a Firenze è stato creato il Giardino dell’Iris, al piazzale Michelangelo nato con lo scopo di dare ospitalità al concorso internazionale annuale per le migliori varietà di iris.

In campo artistico molte volte l’iris bianco ha preso il posto del giglio nelle pitture dedicate alla Madonna, è il caso ad esempio dell’Adorazione dei pastori, pannello centrale del Trittico Portinari (tre dipinti, databili 1477 – 1478, olio su tavola realizzati da Hugo van der Goes ed attualmente esposti presso la Galleria degli Uffizi a Firenze) in cui sono raffigurati due vasi uno contenente iris bianchi e gialli, simbolo di purezza, e un altro contente l’aquilegia, che potrebbe avere due diversi significati simbolici, da un lato la gioia della nascita e dall’altro potrebbe indicare il sentimento di tristezza e amarezza, come per preannunciare la futura morte di Gesù Cristo.

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