Wolfgang Amadeus Mozart, compositore austriaco, bambino prodigio che, nel XVIII secolo fu autore di indimenticabili opere come “ Il flauto magico” e “Le nozze di Figaro“, appena quattordicenne, arrivò a Firenze il 30 Marzo del 1770 accompagnato dal padre Leopold. Era un venerdì. Partiti da Bologna con la diligenza postale ordinaria percorsero la strada carrozzabile Bologna-Firenze di 75 miglia appena sistemata sul nuovo tracciato che transitava dalla Futa. Il tratto tra le due città da allora divenne percorribile in un solo giorno. Presero alloggio all’albergo dell’Aquila nera, nel trecentesco palazzo Del Bembo, albergo frequentato solitamente da illustri forestieri. Sabato 31 marzo, Amadeus e Leopold si riposano.

Domenica 1 aprile, i Mozart si recano a Palazzo Pitti, sede del Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena. Non era la prima volta che Mozart e il Granduca si incontravano, sebbene fosse la prima volta che il fatto accadeva a Firenze: quest’ultimo aveva già avuto modo di sentir suonare il bambino a Vienna, presso la corte imperiale, nel 1762 e nel 1769, un anno prima. Pietro Leopoldo – ricordiamolo – era uno dei figli dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, che aveva apprezzato il talento musicale del giovane Wolfgang assieme alla figlia minore Maria Antonietta.

La sera del lunedì 2 aprile Wolfang tiene il concerto nella residenza estiva di Poggio Imperiale accompagnato dal violinista Pietro Nardini, coetaneo.

Il marchese Eugéne de Ligniville, “Direttore della musica della Real Corte di Toscana”, pose difficili problemi contappuntistici ad Amadeus che li risolse con grande bravura e facilità.

Martedì 3 aprile, i Mozart vanno a trovare il castrato Giovanni Manzuoli.

Mercoledì 4 aprile, i Mozart sono ricevuti dalla poetessa Maria Maddalena Morelli [che abitava a circa 30 metri dall’albergo], esponente dell’Arcadia che, per questo motivo, firmava le sue opere con il nome di Cecilia Olimpica. Una lapide ricorda infatti l’abitazione della poetessa che era proprio vicina a quella dove era situato l’albergo Aquila Nera. Vi sono tuttavia manoscritti ove riportano il nome di Corilla Olimpica.

Nello stesso giorno del Mercoledì 4 Aprile, Amadeus suona con il coetaneo violinista Thomas Linley (giovane allievo inglese del violinista Pietro Nardini).

Durante il soggiorno a Firenze, Mozart conobbe inoltre molti altri importanti musicisti, come Thomas Linley, che morì alcuni anni dopo, e la sua conoscenza ispirò anche Luigi Cherubini, allora bambino, a divenire un celebre compositore.

Giovedì 5 aprile, Leopold riscuote la somma di 333,68 lire come onorario dovuto per il concerto di Wolfang. Wolfang e Thomas Linley suonano tutto il pomeriggio il violino all’albergo dell'”Aquila nera”.

Venerdì 6 aprile, Wolfang e Thomas Linley suonano duetti a casa di Giuseppe Maria Gavard des Pivets, la famiglia dell’amministratore delle finanze.

Sabato 7 aprile, i Mozart lasciano Firenze per Roma. [1]

Mozart massone
Mozart entrò nella massoneria dopo il proprio trasferimento a Vienna, mentre la sua carriera di musicista era al culmine del successo. Venne iniziato come “apprendista” il 14 dicembre 1784, nella loggia “Zur Wohltätigkeit” (“Alla beneficenza”). Il compositore, in poco tempo, percorse tutto il cammino iniziatico della massoneria: il 7 gennaio del 1785 fu elevato al grado di “compagno” e forse il 13 gennaio (la data non è certa) divenne “maestro”. Suo padre Leopold venne iniziato nella stessa loggia il 6 aprile 1785, il 16 aprile passò al grado di “compagno” e il 22 divenne “maestro”.

L’11 dicembre 1785 l’imperatore Giuseppe II fece emanare un decreto, il Freimaurerpatent, in virtù del quale le otto logge massoniche di Vienna furono accorpate in sole due, denominate rispettivamente “Alla nuova speranza incoronata” e “Alla verità” e assoggettate a uno stringente controllo da parte del governo; in seguito a questo provvedimento Mozart venne a far parte della loggia “Alla nuova speranza incoronata”.

Fra gli scopi dichiarati di tale decreto vi era quello di limitare l’influenza dell’ordine dei Rosacroce, di tendenza mistica ed esoterica; perciò i massoni di tendenza razionalista inizialmente accolsero con favore il Freimaurerpatent; tuttavia, in seguito apparve chiaro che l’assoggettamento della massoneria al controllo governativo aveva anche l’obiettivo di frenare l’attività dell’ala più illuminista e più anticlericale, che faceva capo all’ordine degli Illuminati, considerato pericoloso per l’ordine costituito.

Difatti dopo il Freimaurerpatent l’ordine degli Illuminati cessò praticamente di esistere a Vienna, molti di loro (fra cui alcuni cari amici di Mozart) uscirono dalla massoneria e la stessa loggia “Alla verità” fu ufficialmente chiusa nel 1789.

La loggia “Alla beneficenza”, di cui faceva parte Mozart prima del Freimaurerpatent, era praticamente dominata dagli Illuminati, ed egli stesso ebbe stretti legami con appartenenti a tale ordine, come Ignaz von Born e Joseph von Sonnenfels. Sembra che Mozart abbia avuto simpatie per gli Illuminati, anche se molto probabilmente non entrò mai a far parte del loro ordine. Mozart continuò comunque a far parte della massoneria anche dopo che ne furono usciti gli Illuminati, sebbene, a quanto pare, la sua partecipazione alle attività della loggia sia diminuita fra il gennaio 1786 e il gennaio 1791.

L’appartenenza massonica di Mozart non fu solo per adesione formale, ma trasse fondamento in profondi convincimenti esoterici e spirituali, che egli tradusse in musica, nelle opere che più si riallacciano ai simboli e agli ideali massonici: fra questi, resta impareggiabile la simbologia del Flauto magico. È simbolico il carattere di progressione delle terze parallele, che contraddistingue la parte finale dell’opera K 623. Il carattere massonico di tali composizioni si esprime a volte nella scelta delle tonalità (con predilezione di mi bemolle) e nei timbri, dove è predominante la presenza di strumenti a fiato e voci maschili.

All’universo della musica massonica appartengono, fra le altre opere, la cantata K 471 del 1785, l’adagio per due clarinetti e tre corni di bassetto K 411 dello stesso anno e la musica funebre massonica K 477 (pure questa del 1785), oltre alla piccola cantata massonica K 623 del 1791.

Nel suo ultimo anno di vita, Mozart riprese a comporre molta musica d’ispirazione massonica; oltre al Flauto magico e alla Piccola cantata massonica, sopra citati, è degna di nota la cantata per tenore e pianoforte Die ihr des unermeßlichen Weltalls Schöpfer ehrt (“Voi che onorate il creatore dell’universo infinito”) K 619, su testo di Franz Heinrich Ziegenhagen. Ziegenhagen era un socialista utopista, esponente dell’Illuminismo radicale ed egualitario; il suo testo (messo in musica da Mozart nel luglio 1791) è un’appassionata perorazione a favore della tolleranza religiosa, contro il fanatismo, contro il militarismo e a favore della pace fra i popoli:

« Voi che onorate il creatore dell’universo infinito,
che si chiami Geova, o Dio,
che si chiami Fu o Brahma, udite!
[…]
Spogliatevi della veste che impedisce
all’umanità di vedere il maleficio della superstizione!
Nel coltro viene riforgiato il ferro
che ha sparso finora il sangue degli uomini e dei fratelli!
Fate scoppiare la roccia con la polvere nera
che spesso ha diretto il piombo
nel cuore del fratello, uccidendolo! »

(F. H. Ziegenhagen) [2]

Fonti testo: [1][2]

Fonte foto: courtesy by author

NOTE VARIE
Il fu albergo dell’Aquila Nera, palazzo Del Bembo poi Bezzoli-Martelli, era in Firenze, piazza dell’Olio nei pressi di via Cerretani, quella che da piazza del Duomo porta alla Stazione di Santa Maria Novella. Il palazzo che ospitava l’albergo è una massiccia costruzione attribuita ad Arnolfo di Cambio, che sembra vi abbia abitato negli ultimi giorni di vita.

Onorificenze di Mozart
Cavaliere dell’Ordine dello Speron d’oro – nastrino per uniforme ordinaria — Roma, 4 luglio 1770

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