IL PIROSCAFO SIENA, STORIA E AFFONDAMENTO

Il piroscafo Siena di circa 4.500 tonnellate fu costruito a Genova nel 1905 per la Italia-Società di Navigazione a Vapore, fondata a Genova nel 1899 da vari imprenditori liguri del settore marittimo fra cui Luigi ed Emanuele Accame; Nicolò Odero (proprietario degli omonimi cantieri navali di Genova-Foce dai cui scali scenderanno in mare le prime unità della compagnia), Federico e Paolo Scerni; Edoardo Canali ed altri, e da non confondere con la più recente e conosciuta Società Italia del 1932.

L’unità, varata a Sestri Ponente assieme alla gemella Bologna, fu subito immessa in servizio per gli scali del Brasile e Plata in Argentina al comando del Capitano Pietro De Negri.

Ad un solo fumaiolo, due alberi e doppia elica, disponeva di una settantina di posti di prima classe in comode cabine e di 1290 cuccette in cameroni per il lucroso trasporto degli emigranti.

Dalle linee moderne e filanti, era il tipico “liner” di medie dimensioni analogo a tante altre unità italiane antecedenti l’introduzione in servizio dei grandi transatlantici che arriveranno col decennio successivo per poi affermarsi negli anni Venti e Trenta del Novecento.

Nel maggio del 1913 le due navi gemelle furono cedute dalla Italia a La Veloce, importante compagnia erede delle marinerie ottocentesche dei Fratelli Lavarello, Cerruti e Bruzzo, fondata a Genova nel 1884 e leader dei collegamenti con le Americhe.

Al momento della cessione entrambe le società facevano parte da alcuni anni del grande gruppo armatoriale che gravitava intorno alla Navigazione Generale Italiana, frutto della fusione ottocentesca delle flotte del genovese Raffaele Rubattino e dei siciliani Vincenzo ed Ignazio Florio. Questa cessione sarà solo il prologo del totale assorbimento da parte della Navigazione Generale.

L’imbarcazione, di 4.372 tonnellate di stazza e delle rispettabili dimensioni di 116,10 m x 14,20 m x 8,20 m, fu affondata il 4 agosto 1916 dal sommergibile tedesco U-35, al largo di Marsiglia. Nell’affondamento persero la vita 46 persone.

Ricerca storica effettuata dal console Francesco Pittaluga.

Fonte testo e foto

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Nota specifica storica di Gianni Gomirati, nipote di Andrea Valle disperso nell’affondamento.

“Dopo aver fatto scalo al porto di Marsiglia e ripartito la mattina dopo per Genova, venne intercettato a circa 20 miglia a S.W. dell’Isola di Planier (Golfo del Leone) da un sommergibile Tedesco. Era l’ U-boat U35 comandato da Lothar Von Arnauld de la Periere che lo catturò e iniziò il canoneggiamento con granate esplosive e incendiarie sparate da breve distanza, senza nessuna pietà per passeggeri ed equipaggio che cercavano di mettersi in salvo ammainando le scialuppe che erano a bordo. Il Siena, inerme e immobile era ormai condannato al suo destino; con molteplici falle aperte dalle granate esplose sulla linea di galleggiamento, iniziò ad imbarcare acqua. Delle 142 persone imbarcate ne perirono 46 (18 passeggeri e 28 membri dell’ equipaggio); gli altri si salvarono riuscendo a salire in tempo sulle lance di salvataggio e allontanarsi. Affondò alle ore 11.30 del 4 agosto 1916 (coord. geogr. 42°, 55′ N, 05°, 10′ E). Il mare era calmo, non ci furono vittime per annegamento, ma tutte in conseguenza del selvaggio cannoneggimento subito. Fu la perdita più grave di vite umane per – La Veloce – durante il periodo di guerra del 1915-1918″. (Fonte)

 

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