Il principato di Piombino

Lo Stato di Piombino, dal 1399 al 1628, fu governato dagli Appiano, dal 1634 al 1702 dai Ludovisi, dai Boncompagni Ludovisi fino al 1801 e dai Bonaparte Baciocchi dal 1803 al 1814, quando il feudo divenne parte del Granducato di Toscana in seguito alle decisioni del Congresso di Vienna. Il 19 febbraio 1399 Gherardo Appiano cedeva Pisa, che la sua famiglia possedeva dal 1392, ai Visconti di Milano per 200.000 fiorini, riservando per sé e i suoi successori Piombino, divenendone signore; inoltre si impossessò anche di Populonia, Suvereto, Scarlino, Buriano, Badia al Fango e delle isole di Pianosa, Montecristo, ed Elba; la capitale fu Piombino.

Gherardo fece edificare la sua residenza a Piombino nella piazzetta (odierna piazza Bovio) e alla morte, nel 1405, lasciò lo Stato al figlio Jacopo II. Questi, nato nel 1400, per i primi anni fu sotto la tutela della madre, donna Paola Colonna. Durante gli anni di reggenza e dopo, la politica degli Appiano si orientò prima verso un’alleanza (ottenendo la protezione con un atto di accomandigia) con la repubblica di Firenze, poi quella di Siena, e infine nuovamente con Firenze.

Morta Paola Colonna Appiano nel 1445, il potere invece che a Emanuele Appiano figlio di Gherardo, passò a sua sorella Caterina, che contava sull’appoggio del marito Rinaldo Orsini, condottiero di ventura. Questi nel 1447 fece erigere il rivellino a maggior difesa della porta a terra caratterizzata da un torrione, in previsione dell’attacco del cognato Emanuele, che infatti si alleò con Alfonso V, re di Aragona e di Napoli, il quale l’anno successivo assediò Piombino, anche con aiuti senesi e fiorentini: dopo quattro mesi di inutili tentativi il sovrano abbandonò l’impresa, ritirandosi nei propri territori e l’Orsini governò la signoria fino alla morte per peste nel 1450, un anno prima della moglie.

Morta Caterina, gli Anziani della città proclamarono signore Emanuele che, come i suoi discendenti, resse il feudo con una valida alleanza con Napoli e provvide al benessere dei sudditi incentivando l’industria e la costruzioni di nuovi edifici. Per conto di Jacopo III, nuovo signore di Piombino, Andrea Guardi, architetto e scultore fiorentino, tra il 1465 e il 1470 eseguì molti lavori che mutarono l’aspetto della città: la cittadella, con al suo interno il palazzo residenziale Villanova in sostituzione del vecchio palazzo Appiani, la cappella, la cisterna (pozzo a pianta quadrangolare in marmo); inoltre realizzò anche il chiostro e la fonte battesimale nel duomo di Sant’Antimo.

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