Impia Judaeorum perfidia

Impia Judaeorum perfidia è una lettera pontificia redatta il 9 maggio 1244 dal papa Innocenzo IV. [1]. La lettera è indirizzata al re Luigi IX di Francia ed è denominata secondo le sue prime parole “L’empia perfidia dei Giudei” (in latino: Impia Judaeorum perfidia). La bolla raccomanda al re di far requisire e bruciare le copie del Talmud, libro ritenuto fiabesco e blasfemo, con il quale gli ebrei allontanerebbero i loro figli dagli insegnamenti della legge e dei profeti, che invece potrebbero avvicinarli alla fede cristiana. Pochi anni prima, il 25 giugno 1240 si era svolto a Parigi il primo “processo sul Talmud”, scatenato da una denuncia di Nicolas Donin (m. 1287). Egli era stato espulso da una scuola ebraica (1225), si era convertito al cristianesimo (1235) ed era diventato francescano. Il processo ha luogo davanti al cancelliere della Sorbona Eudes de Châteauroux. Da parte ebraica è presente il responsabile della scuola talmudica parigina Yehiel de Paris (+1286), lo stesso che 15 anni prima aveva espulso Donin, oltre a Moïse de Coucy, Juda ben David e Samuel ben Salomon. Donin cita diversi brani del Talmud per mostrare che esso incita all’eresia e all’odio contro i cristiani [2] ed è pieno di bestemmie, autorizza l’ebreo a derubare il « goyim ». Egli inoltre afferma che il Talmud accuserebbe i non ebrei di omosessualità, di adulterio e di zoofilia. I rabbini, inoltre, distorcerebbero la Bibbia per far prevalere le loro interpretazioni talmudiche. Il Talmud, quindi, sarebbe da loro considerato una “alia lex” superiore alla legge di Mosè, la Torah.
Il processo portò alla confisca dei libri ebraici. Il 20 giugno 1242 ne furono bruciati 24 carretti nella piazza “de grève”.

Wikipedia

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