[Inchiesta giornalistica] Ordini di Malta nel Mondo (2)

[Inchiesta giornalistica] Ordini di Malta nel Mondo (2)

In Italia gli Ordini Cavallereschi sono disciplinati ESCLUSIVAMENTE dalla legge 178/1951. Gli Ordini quindi sono autorizzati SOLO dallo Stato Italiano, a mezzo del Ministero degli Affari Esteri (MAE). In caso di controversia sulla legittimità di un Ordine si ricorre alla Magistratura Ordinaria (Penale) che, come tutti sanno, giudica, decide ed emette una sentenza che è appellabile in tre gradi di giudizio fino alla Suprema Corte di Cassazione, come in ogni stato di diritto. L’utilizzo in pubblico degli Ordini è sempre disciplinato dalla succitata legge e quindi anche gli Ordini del Vaticano necessitano parimenti di ricevere l’autorizzazione da parte dello Stato Italiano, sempre a mezzo del MAE; quindi ancora una volta chi decide è lo Stato Italiano.

La Santa Sede, che è stato estero, decide e può decidere ESCLUSIVAMENTE all’interno dello Stato Vaticano ed infatti in modo lineare, corretto ed inequivocabile, nella sua famosa nota, ribadisce che a propria tutela riconosce solo i SUOI ORDINI (Santo Sepolcro e SMOM).

Un esempio per chiarire meglio la questione. L’Ordine Costantiniano non rientra tra gli Ordini riconosciuti dal Vaticano ma è riconosciuto ed è autorizzabile dallo Stato Italiano, quindi è a tutti gli effetti un Ordine legittimo.

La delucidazione sopra è comprensibile anche da parte di chi non ha dimestichezza con le faccende degli Ordini Cavallereschi e della legge che li disciplina, in Italia.

Lo Studio legale di Diritto Nobiliare ci introduce su cos’è la Fons Honorum; abbiamo estrapolato il testo sotto indicato, ed il resto lo trovate nel link più avanti. La premessa è doverosa per capire l’argomento che tratteremo in questa seconda parte della nostra inchiesta giornalistica.

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PREROGATIVE DINASTICHE
Come antico insegnamento della Dottrina, la Sovranità, nel suo pieno esercizio, comprende la esplicazione di quattro diritti fondamentali:

1.Lo “JUS IMPERII”, cioè il diritto al comando; 

2.Lo “JUS GLADII”, cioè il diritto d’imporre l’obbedienza col comando; 

3.Lo “JUS MAJESTATIS”, cioè il diritto di essere onorato e rispettato; 

4.Lo “JUS HONORUM”, cioè il diritto di premiare il merito e la virtù. 

Allorquando un Sovrano viene estromesso dal dominio politico di un territorio, senza che compia alcun atto abdicativo o di acquiescenza al nuovo Ordinamento Politico, Egli subisce una “compressione” nei suoi due diritti, jus imperii e jus gladii, che conserva però come, suol dirsi “in pectore et in potentia”, nella qualità di “ Pretendente” al Trono perduto. Conserva, invece, in tutta la loro interezza, l’esercizio degli altri due diritti, jus maiestatis e jus honorum, che costituiscono la sua particolare Prerogativa che va sotto il nome di “FONS HONORUM”, connaturata nella sua funzione sovrana, che si esplica nella facoltà di “CREAR NOBILI ED ARMAR CAVALIERI” negli Ordini Cavallereschi di collazione dinastico-familiare del proprio Casato. Tale diritto si trasmette “Jure sanguinis” all’infinito, ai propri discendenti, in persona del “Capo di Nome e d’Arme della Dinastia”, onde il principio di diritto pubblico inglese “Rex non moritur” nel senso di perpetuazione dinastico-funzionale di tale Reale Prerogativa.

Storicamente ciò si spiega perché il Sovrano, Monarca Assoluto o Costituzionale, esercita un mandato “per grazia di Dio”; legato al principio teologico “omnis potestas a Deo”; crisma che, per la sua natura divina, non può conoscere limiti.

Il Sovrano, può perdere tali “Prerogative” soltanto in seguito a capitolazione politica, sotto forma di abdicazione, rinuncia, vassallaggio, acquiescenza, il che vien detto “debellatio”.E’ naturale, infatti, che il territorio, non può essere “soggetto” bensì “oggetto” della Sovranità, in quanto su di esso si esercita la potestà sovrana ed essendo, pertanto, sottoposto a tale potere, non costituisce il potere stesso.

Esistono dunque, di fatto, col pieno riconoscimento in campo internazionale, Personalità Giuridiche Internazionali” assolutamente prive di territorio, come pure “Ordini Sovrani” senza sudditi né territorio. Afferma precisamente il Bascapè del Sacro Cuore di Milano: “La famiglia principesca già sovrana, mantiene il suo carattere dinastico e il suo Capo” conserva il titolo e gli attributi dell’ultimo Sovrano spodestato, col nome di “Pretendente”.

Con l’abolizione degli speciali Organi un tempo preposti alla tutela dei titoli nobiliari, OGGI, L’UNICA AUTORITÁ CHIAMATA A DECIDERE IN MATERIA È LA MAGISTRATURA, la quale provvede alla delibazione delle decisioni emesse dai Tribunali Arbitrali. Questa l’ “accertamento del titolo e della successione” deve applicare l’Ordinamento 5 luglio 1896 n. 314 , essendo stata abolita dalla Costituzione tutta la Legislazione araldica posteriore al 28 ottobre 1922 ( § XIV Transitorie ), della quale sopravvive solamente l’Ordinamento 7 giugno 1943 n. 651. I Principi, Capi di Nome e d’Arme delle Case ex Regnanti, sono nel pieno, legittimo e giuridico possesso delle “ Prerogative Dinastiche” consistenti nella “FONS HONORUM”, per cui, possono validamente concedere titoli nobiliari, con o senza predicati, relativi ai loro ex domini, nonché onorificenze degli Ordini Cavallereschi di loro collazione dinastico-familiare.

Fonte: http://www.studiolegaledidirittonobiliare.com/fonshonorum.htm

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TERZA PARTE

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ATTENZIONE
Per le rettifiche a quanto sopra, considerando l’oggetto sul quale verte codesto articolo, rivolgersi al nostro consulente legale Avv. Simone Valenti – Firenze.

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